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Le colpe del padre ricadono sul figlio

Autore: Carlo Martinelli
Testata: Corriere del Trentino
Data: 26 marzo 2017

La madre lo ha sempre chiamato "figlio della fortuna", ma Konstantin non sembra affatto un bambino fortunato. Nato nel 1945 nella neofondata Repubblica Democratica Tedesca, trascorrerà tutta la vita a rifuggire l'ombra ingombrante del padre defunto: un nazista e un criminale di guerra. Un padre morto tre mesi prima della sua nascita, avvenuta, anziché nella villa di famiglia tra lussi ed agi, in una cameretta messa (suo malgrado) a disposizione dalla zia, secondogenito di quella che era una famiglia potente ma che ora è ridotta alla fame. Fin dagli anni della scuola le colpe del padre sembrano ricadere su di lui, e a poco varrà la scelta di prendere un altro cognome (la madre, ignara delle attività criminali del marito, deciderà di mettere ai due figli il suo cognome), la fuga a Marsiglia e il tentativo -fallito di arruolarsi nella Legione straniera. Dopo aver passato un periodo nel sud della Francia mantenendosi grazie al lavoro di interprete che quattro amici ex partigiani gli hanno offerto con slancio vedendo il suo disagio ma soprattutto la sua intelligenza, Konstantin decide di tornare nella DDR, poco dopo la costruzione del Muro, per incontrare di nuovo la madre e il fratello. In una città in cui il sospetto regna sovrano, il ragazzino verrà segnalato, controllato, inseguito ovunque da quel fascicolo maledetto che lo indica sempre come figlio di un criminale di guerra. Troverà così chiuse le porte dell'università e di una promettente carriera.

Nonostante tutto questo, e sfruttando al meglio le rare circostanze fortunate che gli si presenteranno, Kostantin riuscirà a vivere la sua vita, pur non riuscendo mai davvero a emanciparsi dalla storia di suo padre e da quella della Germania. Un romanzo di formazione del tutto spiazzante e commovente, scritto in uno stile privo di sentimentalismi e sarcasmo, nel quale Christoph Hein ci racconta una vita esemplare e senza precedenti nel corso di oltre sessant'anni di storia tedesca. Una vita su cui sembrano ricadere tutte le grandi decisioni politiche del tempo e il clima in cui le due Germanie attraversarono il dopoguerra. Un libro duro, ma dove a tratti balena la speranza incarnata negli incontri che faranno di Kostantin, alla fine della sua vita, un uomo felice.