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Scontro di coppia davanti al caminetto

Autore: Cristina Piccino
Testata: Il Manifesto
Data: 11 aprile 2017
URL: https://ilmanifesto.it/scontro-di-coppia-davanti-al-caminetto/

S for Stanley era una bellissima storia, un’incursione nel cinema di Kubrick attraverso la vita del suo autista, Emilio D’Alessandro che confermava al tempo stesso l’occhio talentuso del suo regista. Di film narrativi però era da tempo che Alex Infascelli non ne faceva, l’ultimo infatti risale al 2006 (H2Odio), nel mezzo ci sono stati serie tv, videoclip, il premiatissimo doc di cui sopra, e la curiosità per un talento a volte caotico ma sempre estremamente «fuori formato» nell’orizzonte del cinema italiano di questi ultimi decenni.

Ambizione che non «tradisce« in questo nuovo Piccoli crimini coniugali (in sala), radiografia con lucido umorismo dell’amore a partire dalle sfilacciature del tempo e della vita di coppia. Un matrimonio, lei e lui non più giovanissimi, insieme da anni, forse qualcuno di troppo, o almeno quel tanto che basta a accumulare risentimenti, frustrazioni, a proiettare l’uno sull’altra il sentimento di malessere rispetto alla vita e al posto che vi si occupa. Lui scrittore di gialli (non proprio di successo), lei fotografa che non si è imposta, l’ eleganza di un appartamento ordinato con gli scaffali che di fronte al caminetto «finto« allineano i libri di lui con copertina rigida. Poi un incidente, lui perde la memoria, è l’occasione per reinventarsi, per mettere di nuovo in scena il primo incontro, un desiderio che come le fiamme del camino è solo finzione.

Il corpo a corpo è orchestrato tra Margherita Buy e Sergio Castellitto entrambi esaltati e diretti da una macchina da presa sontuosa ma con la giusta presa di distanza, tra accuse, molte giravolte, qualche mezza verità. Nel dialogo, che attraversa gli anni, il vissuto, il presente e l’ipotesi di un futuro – che chissà se accadrà – la coppia si massacra, si rivela senza quasi toccarsi, lasciandosi andare nel trasporto dei ricordi, fino a scoprire come in un Rashomon a due cosa è accaduto la sera dell’incidente.

All’origine c’è il libro di Éric-Emmanuel Schmitt (edizioni E/O), sceneggiato dallo stesso regista (con Francesca Manieri), che Infascelli prova a scomporre scommettendo sulla prova difficilissima di dare una forma visibile ai flussi del sentimento oltre la parola. Gli stati d’animo, quanto rimane opaco, affiorano nella messinscena, den gioco visivo di luci e ombre (la fotografia è di Srnaldo Catinari) e sulla superfice della casa: interni assurdi che nemmeno possono dirsi borghesi che riflettono la relazione tra i due, spigoli e superfici lisce, uno scompiglio che li riaccenda.