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Un libro per le amiche che non si decidono a lasciare un fidanzato sbagliato

Autore: Eleonora Caruso
Testata: Freeda
Data: 27 dicembre 2016
URL: http://freedamedia.it/2016/12/un-libro-per-le-amiche-che-non-si-decidono-a-lasciare-un-fidanzato-sbagliato/

Non bisogna rovinarsi per qualcuno. Lo ripetiamo a noi stesse e alle nostre amiche, ma non è facile. Non c’è un manuale per capire quando si sta concedendo un po’ troppo, perdonando un po’ troppo, fantasticando un po’ troppo, e se ci fosse sarebbe difficile leggerlo.

Quando si è innamorate, per noi è diverso diventa la frase più utilizzata. D’altra parte, quando si parla di relazioni tossiche e insalubri, pensiamo subito alla violenza fisica e verbale, a forme tangibili di malfunzionamento, perché è comodo pensare così. La verità, più difficile da accettare, è che una relazione può essere ugualmente distruttiva anche senza che uno alzi un dito sull’altro. E a volte – secca dirlo, perché quest’espressione è usata spesso in modo odioso – ce la andiamo a cercare.

Parla proprio di questo Sottomissione volontaria, il romanzo di Lena Andersson che si è aggiudicato nel 2013 il più importante premio letterario svedese. La trama è semplice, quasi esile: la poetessa e filosofa Ester Nilsson incontra Hugo Rask, un artista di fama mondiale che ammira profondamente. Lui loda l’intelligenza dei suoi interventi riguardo la sua arte, lei si sente euforica e lusingata. I due iniziano a frequentarsi, si piacciono, intrecciano una relazione. Ma le cose, da subito, non vanno per il meglio.

“La Speranza deve essere costretta a morire d’inedia perché non illuda e non abbagli il suo animale ospite. La Speranza può essere uccisa solo con la brutalità dell’evidenza. La Speranza è crudele perché ti lega e t’intrappola”.

Convinta della fatalità di questo amore, Ester lascia l’uomo con cui convive e che avrebbe dovuto sposare. Hugo un po’ si concede, la fa entrare nei suoi spazi, poi si ritrae e la allontana. Lei congettura, giustifica, durante le sue prolungate assenze arriva a odiarlo, ma quando lo rivede il sollievo è troppo, e lo perdona.

Anziché appoggiarsi allo stereotipo di una Donna Debole in balia di un Uomo Forte, Lena Andersson ci propone una protagonista colta, intelligente, realizzata nel lavoro e nel privato, che pur non può che comportarsi in modo irrazionale e a volte patetico davanti a un amore che (evidentemente, ma solo per il lettore) non la ricambia. Ester fatica a dormire, a mangiare, si costruisce castelli in aria, scrive lunghi messaggi sulle cui risposte laconiche rimugina per giorni, si consuma nell’attesa di un cenno. Diventa insopportabile, come lo diventano le amiche che non si decidono a lasciare fidanzati o fidanzate che le fanno soffrire.

Il risultato è un libro cerebrale, tutt’altro che consolatorio, che ci fa capire quanto nessuno sia immune ai meccanismi tossici di certe relazioni, e quanto sia facile, invece, intrappolarsi in una ossessione. Ci dice anche, però, che se ne può uscire. Con fermezza e pazienza.

Il romanzo è edito in Italia da E/O. È breve, ma fidatevi: è denso.