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Il Nordest è una terra di bande straniere - Torna Massimo Carlotto con l'Alligatore detective

Autore: Diego Zandel
Testata: La gazzetta del mezzogiorno
Data: 21 ottobre 2009

L’Alligatore, alias Marco Buratti, è il personaggio seriale creato da Massimo Carlotto, una sorta di investigatore privato, che si è fatto ingiustamente alcuni anni di carcere, i quali però gli sono serviti a conoscere un certo ambiente e mentalità malavitosa, oltre che a farsi alcuni amici. Tra questi il contrabbandiere Beniamino Rossini, con il quale svolge quelle indagini a cui, di volta in volta, l’Alligatore viene chiamato da qualcuno per risolvere casi per i quali la legge ordinaria può essere un intralcio, anche perché non sempre servita da dipendenti integerrimi. Oltre a Beniamino, lo aiuta anche un amico, Max la Memoria, che rappresenta un po’ la faccia immacolata e la coscienza critica del terzetto, che vedremo però sempre agire secondo un senso profondo di giustizia, quando non di pietà, per le vittime e, parimenti, con ferocia, fino alla crudeltà, nei confronti dei colpevoli: soprattutto se questi si nascondono dietro il perbenismo di una vita apparentemente legale e morigerata, in realtà dedita ad affari sporchi, sfruttamento dei più deboli, guadagni illeciti.

Era da qualche anno, mentre uscivano comunque altri suoi romanzi, improntati tutti alla stessa filosofia di giustizia e smascheramento di una società in cui la ricchezza, il potere e la corruzione, la fanno da padroni, che Massimo Carlotto non si serviva per i suoi noir, autentici romanzi di denuncia, di questi personaggi. Lo ha fatto ora con L’amore del bandito, edito da E/O. Ed è un romanzo che ha il suo significato, anche perché l’ispirazione autobiografica che sottintende le figure dei tre protagonisti, ha visto nella realtà venir meno, nel frattempo, con la sua morte, quella di Beniamino Rossini, la cui vita è stata magistralmente raccontata da Carlotto nel libro La terra della mia anima.

Qui, dunque, ci troviamo di fronte a un Rossini redivivo, e che ha un ruolo centrale, visto che tutto comincia con il rapimento della sua donna, Sylvie, la ballerina di danza del ventre franco-algerina di cui è profondamente innamorato. Il rapimento, datato 2006, non è casuale. Due anni prima l’Alligatore, e quindi Rossini e Max la Memoria, erano stati interessati alle indagini di un maxi furto, ben 44 chili, di sostanze stupefacenti nientemeno che dall’Istituto di medicina legale di Padova, dove avrebbero dovuto stare più che al sicuro.

L’autore ne è, indubbiamente, il crimine organizzato. Ma siamo nel Nordest e questa è terra di bande slave, da una parte i serbi, dall’altra i kosovari (poi, naturalmente, ci sarebbero tutti gli altri) che si contendono il territorio in guerre che, sullo sfondo, evocano quei conflitti interetnici seguiti alla dissoluzione della ex Jugoslavia, grazie ai quali sono nati traffici illeciti di ogni tipo, che trovano nel Nordest un terreno di coltura in affari apparentemente legali. In questo contesto, le indagini dell’Alligatore e compagni non potevano essere indolori, il che li ha portati ad avere dei nemici, i quali, a un certo momento, hanno pensato a uno sgarro, e la vittima è stata proprio la bella Sylvie. E questo, naturalmente, non può lasciare indifferente Rossini che fa di tutto per ritrovare la sua donna, mentre l’Alligatore, tornato a vivere nella sua Padova dopo anni di lontananza - al pari, per inciso, del suo autore - indaga tra escort di lusso, poliziotti corrotti, imprenditori con il debole per la coca, locali di copertura della mafia slava e quant’altro, per seguire tracce che porteranno il terzetto in Francia, dove si troverà Sylvie, segregata in un bordello la cui specialità sono gli stupri di gruppo.

Si può immaginare la vendetta di Rossini, che, da par suo, la gestirà con una freddezza pari alla implacabilità, tanto più che Sylvie, una volta liberata, non sarà più la stessa, in preda a terribili incubi di cui più nulla né nessuno riuscirà più a guarirla. Così l’azione proseguirà con i ritmi del migliore romanzo noir, in questo caso accompagnati da tanti riferimenti musicali di quel blues tanto amato dal suo autore, fino alla resa dei conti finale che, se farà giustizia del caso che ha dato vita alla storia di L’amore del bandito, non lascerà il lettore senza domande sul tipo di società in cui ci è dato di vivere.

• « L’amore del bandito» di Massimo Carlotto (Edizioni E/O, pp. 191, euro 15).