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RECENSIONE || "Non lasciare la mia mano" di Michel Bussi

Testata: L'officina del libro
Data: 6 giugno 2017
URL: http://officinadellibro.blogspot.it/2017/06/recensione-non-lasciare-la-mia-mano-di.html

Pronti per entrare a far parte dei segreti dell'isola di Réunion? Situata a est del Madascar questa piccola isola di dominio francese è la protagonista indiscussa del nuovo romanzo di Michel Bussi "Non lasciare la mia mano", Edizioni E/O, un miscuglio di razze, colori, storie, superstizioni il tutto attorniato da paesaggi mozzafiato. Amante delle piccole comunità -segreti tramandati per generazioni, anziani con una memoria da elefante e rancori incancreniti, mezze verità- prima quella del paese di Monet in Normandia in "Ninfee nere" e dopo per le curve pericolosissime della Corsica in "Tempo Assassino", Bussi costruisce un altro e più psicologico thriller.

Questa volta il protagonista è Martial Bellion padre di famiglia con un passato tanto oscuro alle spalle quanto poco chiaro: un figlio nato da una precedente relazione affogato nell'oceano, su una spiaggia nota per i suoi pericolosi fondali profondi della Réunion; il caso è stato chiuso con l'etichetta di "incidente". Ora è tornato all'isola del misfatto come turista all'hotel Alamanda, con la sua figlioletta di sette anni Josapha e sua moglie Liane. Sembrano una coppia perfetta uscita dalle pagine di una rivista patinata completa di figlioletta capricciosa, viziata tendente alla dittatura più completa e sadica.

<< Nascondersi. Mentire. Fuggire. Uccidere. Ha scelta? >>

Tutto sembra andare bene finché Liane non sparisce dall'hotel: la camera ha grosse macchie di sangue e il marito è il primo sospettato. Di colpo Martial se ne va con la figlia, fugge per la piccola isola: un'ammissione di colpevolezza in piena regola, un caso da manuale se non manchi sia il cadavere di Liane che l'arma del delitto. Impossibile trovarlo anche se l'agente Purvi, comandante della stazione dell'isola, dispiega tutte le forze a sua disposizione. I posti di blocco non riescono a trovarlo, le ricerche sono vane ma mentre Aja Purvi -bellissima donna creola- si accanisce nel rintracciare Martial, il suo partner Christos e la sua bella Imelda -la Miss Marple Nera- giocano di fino completando il puzzle della vita di questo uomo apparentemente mite con uno scheletro nell'armadio. I pezzi si incastrano solo alla fine quando ormai è troppo tardi oppure giusto in tempo, punti di vista.

<< Deve per forza aver sbagliato qualcosa. Troppo giovane, troppo donna, troppo creola. Triplo handicap. Domattina glielo faranno capire. >>

I personaggi, ancora una volta familiari e degni dei polizieschi più raccapriccianti, sono rappresentati a grandi pennellate, il loro passato viene rievocato senza calcare troppo la mano. Tutta la storia si basa sui fatti salienti di Martial Bellion presenti e dimenticati. La trama è ingannevole, ci si aspetta leggendo le prime cento pagine un veloce inseguimento per poi passare a un'indagine più classica, il profilo dei protagonisti, che benissimo starebbero in un qualsiasi mediocre thriller dalle sfumature scure, si scontrano e si spaccano contro a una trama all'apparenza all'inverso -in cui il colpevole ci si presenta senza sforzo- ma che nasconde un fondo ben più profondo e perverso. Il risultato è magnetico, la curiosità porta il lettore nel sacco dell'autore che lega il guinzaglio stretto a una macchina narrativa galoppante, che non si arresta che lascia spazio a una gamma di supposizioni infinita ma inutile senza le informazioni sbriciolate nel corso della vicenda.

"Non lasciare la mia mano" si conferma il thriller meglio riuscito di Bussi, con subito al seguito "Ninfee nere" dai toni più misteriosi e magici ancora differente rispetto a "Tempo Assassino" il romanzo più forzato e artificioso dell'autore di gialli francese.

COPERTINA 8 | STILE 7 | STORIA 7 | SVILUPPO 7,5