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Un nuovo caso per Laurenti

Autore: Diego Zandel
Testata: La Gazzetta del Mezzogiorno
Data: 12 luglio 2017

Con La giornalaia siamo arrivati al nono romanzo, se non ne abbiamo dimenticato qualcuno, dello scrittore tedesco Veit Heinichen, con il protagonista il commissario Proteo Laurenti, di recente promosso vice-questore: un salernitano spedito a compiere il suo dovere a Trieste. Un personaggio forse più conosciuto in Germania che in Italia, grazie a una serie televisiva di successo tratta dai romanzi dello scrittore che ormai da oltre vent'anni, dopo aver venduto le quote della casa editrice di cui era socio in patria, ha scelto di vivere nel capoluogo giuliano (tra l'altro in una villa posta in posizione magnifica sulla costa affacciata sul golfo di Trieste che, non casualmente, assomiglia molto anche alla casa di Proteo Laurenti).

A un visitatore occasionale, Trieste appare come una città borghese, colta, tranquilla, fatta eccezione per un po' di movida lungo le Rive, specialmente d'estate, ma l'occhio attento e «straniero» di Heinichen si ingegna e, direi anche, si diverte - a cercare sotto la superficie, per scoprire così che dietro il volto rassicurante degli affari e dei commerci capita di trovare un'altra realtà, più cruda e violenta, che molto deve alla collocazione di frontiera della città, che diventa così un luogo dl traffici internazionali.

È così anche in quest'ultimo romanzo, la cui storia ha un precedente: quel 14 aprile 1991, ore 4,44, quando uno yacht esplose nel porto di Trieste e dove, secondo la testimonianza del maresciallo della Guardia di Finanza Lino La Rosa, è stato visto salire il criminale Diego Colombo. Ma è verità la sua? Il dubbio, per il lettore, è legittimo se brevi annotazioni, come il fatto che il maresciallo possieda una macchina non proprio a portata del suo stipendio, lasciano già intravvedere che c'è del marcio in lui.

La prima a sospettare che ci sia qualcosa di oscuro in quella esplosione è Teresa Fonda, la bella, procace e corteggiatissima (anche da Proteo Laurenti) compagna di Diego Colombo, titolare di una edicola in una delle piazze centrali di Trieste, Piazza San Giovanni, conosciuta per il suo Gran Malabar, noto per i suoi vini che rendono speciali le happy hour triestine, un ritrovo caro a Proteo Laurenti ma anche, come dubitarlo?, anche allo stesso Veit Heinichen. E in questo romanzo, uno del personaggi, seppur minore, è proprio il titolare del Gran Malabar, Walter, che sarà utile, anni dopo l'esplosione dello yacht, per dare qualche dritta a Proteo Laurenti.

Più recentemente, infatti, si sono verificate una serie di circostanze legate al trafugamento di importanti opere d'arte che riportano alla memoria del poliziotto la figura d1 Diego Colombo. Davvero quel criminale è morto nell'esplosione dello yacht? Anche Laurenti è convinto dl no e che in tutti quegli anni, in realtà, si sia dato alla latitanza. Altrimenti, come spiegare certi traffici in cui è riconoscibile la sua mano? Laurenti è anche convinto che Teresa Fonda si veda con suo marito, e pertanto, l'unica è mettere sotto controllo la presunta, seducente vedova e giornalaia, che da Colombo ha avuto due figli. Pedinandola, forse - forse - si può arrivare a Diego Colombo.

Ma non c'è solo lei. In Piazza San Giovanni, col monumento di Giuseppe Verdi al centro di un giardinetto, si vede sempre una donna che porta a spasso il suo cane, la quale, seppur apparentemente estranea, verremo a sapere che c'entrerà qualcosa, legata com'è al maresciallo della Finanza La Rosa, ora dopo tanti anni finito su una sedia a rotelle, ma tutt'altro che domo. Non mancano altri interessanti personaggi di contorno, tra cui lo stesso figlio di Diego, Yago, assomigliantissimo al padre.

Insomma, Proteo Laurenti avrà il suo da fare e dovrà dare il meglio di sé stessi per venire a capo dell'intrigo che avrà una sua coda nella lontana Argentina. Anche se ciò che più rende singolare questo romanzo è Trieste, così intimamente fatta propria dall'autore che, se continua così, dovrà necessariamente essere arruolato tra gli scrittori della tradizione triestina, sempre che non ne faccia già parte.