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Dio non è morto, a farlo risorgere ci pensa la letteratura

Autore: Lorenzo Fazzini
Testata: La Repubblica
Data: 26 luglio 2017

(...) E così ecco che da questa e dall’altra parte dell’Oceano — per stare sulla narrativa occidentale — è possibile rinvenire tracce di cristianesimo che, in maniera spesso conscia, talvolta in modo carsico, intessono romanzi di successo. Svetlana Aleksievic ne è un esempio: premio Nobel per la letteratura, la giornalista-scrittrice bielorussa non ha remore, nei suoi romanzi-reportage, a porre sotto la propria lente d’ingrandimento (come ammise in un’intervista di qualche tempo fa) il fatto che «Dio è necessario. Se noi non siamo sovrani — e non lo siamo — abbiamo bisogno di qualcuno sopra, cui rivolgere i nostri pensieri, cui chiedere aiuto, con cui lamentarsi». E in effetti, per esempio, in Preghiera per Černobyl' (e/o) la Aleksievic intesse quel dramma con l’interrogativo angosciato: dov’era Dio in quei frangenti? La pura resistenza di tante anime buone dentro quel tragico sconvolgimento della storia offre alla Aleksievic una risposta quasi dostoevskiana all’enigma del Male. (...)