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"Quella che vi pare", Camille Laurens tra le identità ingannevoli di Facebook

Autore: Rossella Montemurro
Testata: Non solo libri tra i Sassi
Data: 1 agosto 2017
URL: http://nonsololibritraisassi.blogspot.it/2017/08/quella-che-vi-pare-camille-laurens-tra.html?m=1

“(…) per le persone come me, dicevo, internet è sia naufragio che zattera: sprofondiamo nell’inseguimento, nell’attesa, non riusciamo a portare il lutto per una storia peraltro morta, e allo stesso tempo sopravviviamo nel virtuale, ci aggrappiamo alle presenze fittizie che affollano la rete, e invece di disgregarci ci colleghiamo. (…)”. Quella che vi pare (e/o, collana Dal mondo, traduzione di Alberto Bracci Testasecca) di Camille Laurens è un romanzo scritto in un modo che disorienta e stordisce. Le prime pagine sono un vortice di parole e sensazioni, poi si prende confidenza con il flusso di coscienza di Claire Millecam – alias Claire Antunès. Facebook e la selva di identità – autentiche o false che siano, chi può dirlo? – fa da sfondo a questo breve testo nel quale la protagonista è una docente internata in un ospedale psichiatrico dopo aver perso la testa per Chris, un uomo molto più giovane di lei – ma soprattutto manipolatore, fatti i dovuti distinguo, la situazione ricorda almeno nella parte iniziale del libro quella descritta in L’appassionata, pellicola del 1988 con una superba Piera Degli Esposti. Chris è l’uomo che avrebbe dovuto fornirle indirettamente notizie dell’ex compagno: partendo dal presupposto che Facebook ha il potere di trasformarsi in un alleato micidiale per tutte quelle persone che vogliono continuare a controllare compagni o ex partner, Claire non si lascia sfuggire questa occasione d’oro. Una situazione che, però, le prende la mano: da cinquantenne con tutti i dubbi e i problemi che questa età comporta, diventa una venticinquenne malinconia e seduttiva, Claire Antunè – diventa un’esca, insomma - per far colpo su Chris abbattendo distanze anagrafiche e culturali. “(…) Ero abituata a rapporti più intellettuali con gli uomini, ero un po’ il tipo di persona che si chiede come sia possibile vivere senza aver letto Proust. Per me era una novità parlare del tempo che fa e non del tempo che passa, delle serie televisive e non della forza del desiderio, della superficie e non del profondo (…)”. Claire ha un ex marito, due figli e presto si accorge che interpretare anche solo virtualmente il ruolo di una ragazzina non è qualcosa che può andare avanti all’infinito: Chris vuole incontrarla, toccarla, non si accontenta più di chattare o sentirla al volo per telefono. Realtà quotidiana e realtà virtuale, identità vere e fittizie, fragilità psicologiche… la Laurens questi temi li affronta tutti e non corre il rischio di sembrare scontata. Quella che vi pare ha un’eleganza di fondo quando la voce di Claire indugia in dissertazioni filosofiche, prende in prestito citazioni, fa paragoni colti e poi diventa un testo duro, scontroso quando mette a nudo emozioni dirompenti e distruttive. Da leggere, anche solo per l’originalità dello stile. Camille Laurens è nata a Digione nel 1957. Professoressa di lettere, ha insegnato a Rouen e in Marocco per oltre dodici anni. Autrice di numerose opere, ha esordito con il romanzo autobiografico Philippe. Tra le braccia sue (Einaudi 2001) ha vinto i prestigiosi premi Femina e Renaudot.