Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

La figlia maschio, un dramma diviso in quattro

Autore: Mirella Armiero
Testata: Corriere del Mezzogiorno
Data: 9 settembre 2017

La figlia maschio è il titolo assai accattivante del nuovo romanzo di Patrizia Rinaldi (edizioni e/o). Una storia singolare, che si snoda tra Italia e Cina, fino a Napoli, e che viene raccontata quattro volte di seguito, da quattro punti di vista diversi. Espediente interessante, seppure non particolarmente originale. Ma Patrizia Rinaldi non sembra dare peso all’originalità, è una narratrice che va per la sua strada tirando dritto fino al traguardo prefissato, con determinazione e pacatezza insieme. Così affronta la vicenda di una bellissima e misteriosa ragazza cinese, che viene «comprata» da un imprenditore trafficone in viaggio in Oriente. Una delle tante ragazze la cui esistenza non veniva denunciata nella Cina della feroce politica demografica. La voce de «padrone» occidentale è la prima che arriva al lettore, poi si alterneranno quelle della moglie Felicita, dell’amico Sergio e infine della seducente enigmatica Na. Ciascuno dei protagonisti ricostruisce a proprio modo la faccenda in cui sono tutti e quattro invischiati. Patrizia Rinaldi, che è scrittrice di valore, mostra la sua evidente maturità nello scandaglio delle diverse personalità, anche se sul piano formale gli esiti non sono sempre convincenti allo stesso modo, per un andamento a tratti macchinoso ed eccessivamente curato, specie nel linguaggio forbito dell’imprenditore maneggione e della ragazza cinese. Certo, l’autrice ci mostra l’acculturazione di Na, il suo viaggio dell'analfabetismo fino alla frequentazione delle aule universitarie, ma questa trasformazione appare a tratti un po' forzata. Resta il fatto che l’autrice ha una sensibilità non comune nell’esplorare i sussulti dell’animo umano e a mettere in luce le parti più nascoste dell’individuo. Per esempio nello svelamento dei percorsi tortuosi e paralleli di Felicita e di Sergio, che si trovano a passare da una condizione di ottusa sicurezza a una condizione esistenziale più libera ma non più facile. A coinvolgere il lettore, poi, c’è soprattutto il passato di Na, un vissuto drammatico di cui prendiamo atto a poco a poco, fino alla conclusione del romanzo, che si apre alla speranza di una nuova vita.