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Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane

Autore: Valerio Calzolaio
Testata: Mangialibri
Data: 27 settembre 2017
URL: http://www.mangialibri.com/libri/blues-cuori-fuorilegge-e-vecchie-puttane

Marco “Alligatore” Buratti, investigatore sprovvisto di licenza per indagini non autorizzate e provvisto invece di guadagni di provenienza spesso illecita, è sotto ricatto. Angela Marino, bella affascinante vicequestore carogna degli apparati ministeriali romani, vuole proteggere il pessimo Giorgio Pellegrini, infiltrato nel crimine mitteleuropeo, e chiede di aiutarla. Marco e gli storici carissimi amici Max la Memoria (grasso ex militante dei movimenti sociali dei Settanta, con problemi di salute) e Beniamino Rossini (elegante vecchio contrabbandiere rapinatore, l’unico ben capace di qualche fisica violenza) odiano Giorgio e decidono di giocarsi tutto, libertà e vita: “andremo ai resti”! Anche il latitante Pellegrini era ricattato dai poliziotti; odiando i “nostri” tre, li aveva attirati in una trappola, con l’accordo che Marino avrebbe usato pure loro (per scoprire la banda di killer assassini delle sue moglie e amante a Padova), poi li avrebbe scaricati e definitivamente gettati. Loro indagano, le tracce portano prima in Svizzera, poi in Austria e Baviera. Ciascuno ha una missione personale o “segreta”, comunque non coincidente con quella formalmente dichiarata; tutti vogliono fare i cinici burattinai di altri e sono anche mossi da infidi fili altrui; molti prevedono di non lasciare testimoni. Per ognuno sarà complicato tornare vivo e libero in Italia. Anche a causa dell’amore. Marco si invaghisce a prima vista di Edith, prostituta portoghese quarantenne, schiavizzata dall’anziana maitresse e dai suoi sgherri. Vuole salvarla, vuole conquistarla, andarci a letto (senza pagare e non per riconoscenza). Ci scappano svariati morti, qualche verità, poca giustizia…

Il grande Massimo Carlotto ha scritto una trentina di ottimi testi, perlopiù documentati noir di stile hard-boiled; dopo cinque avventure fra 1995 e 2002, una ripresa nel 2009, a forte spinta popolare la serie Buratti ha ripreso a marciare con foga: tre storie tra il 2015 e il 2017 e si capisce che non è finita qui. Ora fa incrociare finalmente e direttamente il buon Buratti con il protagonista cattivo della miniserie Pellegrini (due avventure nel 2001 e nel 2011, il secondo romanzo del 2015 come premessa di questo). La bella novità è una prima persona duplice: su undici capitoli, infatti, in sette racconta Marco, in quattro Giorgio. Intrecci in parte diversi, in larga parte paralleli; punti di vista morali opposti. Il nostro eroe è il primo e, come alcune “vecchie puttane”, sta fra gli illegali perbene, quelli “all’antica”, lui senza armi. Il secondo è cruciale solo come letale genio del male: bello immondo indistruttibile scienziato della propria sopravvivenza a spese di chiunque incontra. Per i nostri tre (pure diversi tra loro) un certo folle “cuore fuorilegge” (di qui il titolo) impone di cercare a qualsiasi costo risposte veritiere per correggere brutte storie, di non usare tortura e violenza sessuale oppure sequestri e assalti in casa, di evitare sempre danni collaterali alle vittime e ai loro parenti. A testa alta. L’autore degusta con perizia vino (anche austriaco, ma davvero ce n’è per i palati più fini), liquori e musica (il blues di genere, quello delle “signore”, oltre trenta brani, ma anche folk e Gino Paoli). Camardi lo trova dal cuoco in disgrazia (zuppa di zucca con castagne e speck, il cabernet sauvignon Marchese di Villamarina). L’Alligatore è ormai certificato (a Cagliari): sette parti di calvados, tre di Drambuie, ghiaccio e mela verde.