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"Blues per cuori fuorilegge...", il ritorno dell'Alligatore

Autore: Matteo Barbieri
Testata: La Voce di Reggio Emilia
Data: 8 ottobre 2017

Può sembrare scontato, può sembrare folle, ma la differenza tra un criminale e un fuorilegge esiste, esiste eccome. Il primo è chi infrange le regole, chi deliberatamente le calpesta per ricavarne un'utilità, economica o d'immagine, per soddisfare una brama, un intimo compiacimento; il secondo invece, che vìola pure ogni obbligo sociale, è chi invece rifiuta la legge dello stato perché la ritiene limitata, fallibile, a tratti indegna, perché pensa che l'unico modo per avere giustizia, quella vera, non quella di carta, sia sporcarsi le mani, avere il coraggio di "andare ai resti" senza paura delle conseguenze, o meglio, avendo ben chiare le conseguenze, temendole anche, restando comunque pronto al completo sacrificio di sé.

Il fuorilegge è il reietto dal cuore d'oro, il cinico che ancora ama credere nei principi di una vita, l'uomo tanto forte da accettare di essere debole, perché si sa, credere oggi significa perdere.

Questo sembra dirci Massimo Carlotto nel suo ultimo romanzo, Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, pubblicato da Edizioni E/O. L'opera, che resterà a lungo il titolo italiano di riferimento per gli amanti del noir, consegna ai lettori, a distanza di due anni, il ritorno di Marco Buratti, l'Alligatore, e dei suoi soci Beniamino Rossini e Max La Memoria. Un trio di briganti segnati dalla vita, un trio di gentiluomini del crimine. Dall'altra parte, a rappresentare il male assoluto, l'incarnazione di un incubo, Il nemico di sempre Giorgio Pellegrini, il villain per antonomasia, che gli estimatori di Carlotto già conoscono da titoli celebri come "Arrivederci amore, ciao" e "Alla fine di un giorno noioso". Visto gli ingredienti l'intrigo è presto servito.

Giorgio Pellegrini, di nuovo latitante proprio a causa del trio di fuorilegge, decide di scendere a patti con la Polizia italiana e di lavorare come infiltrato in un'operazione segretissima, guidata direttamente dal Ministero degli Interni. Per incapacità o per sfortuna viene però individuato e una squadra di sicari, giunta a Padova in cerca di vendetta, tortura e uccide sua moglie e la sua amante.

Del duplice omicidio, consumato con violenza ed efferatezza, saranno costretti ad occuparsi proprio Buratti e i suoi soci, ricattati come sono da un alto funzionario di Polizia pronto a tutto pur di proteggere l'operazione.

Cercando di restare a galla e di non farsi trascinare in un vortice di degrado e corruzione, cercando di restare vivi, l'Alligatore e suoi compagni fuorilegge si troveranno a dibattersi in un mondo perverso, fatto di poliziotti corrotti e di pentiti, di narcotrafficanti e di papponi, un mondo dove il denaro domina sul buonsenso, sulla morale, dove l'avidità trionfa, dove l'uomo è niente più di una merce. E ridotta a merce da sfruttare, a merce da abusare, è anche Edith, la vecchia puttana per cui Marco perderà la testa, la donna offesa dalla vita, la donna corrotta che però qui rappresenta del bandito il sogno di purezza, di innocenza, l'illusione dietro cui nascondere un'esistenza altrimenti insopportabile.

E tra ribaltamenti e colpi di scena, tra antiche e nuove amicizie, nell'esplodere cieco delle passioni, degli istinti, ogni giocatore gioca la sua parte, l'intrigo si complica e poi si risolve, lasciando i protagonisti vittime del dubbio, incerti anche di aver giocato. Un thriller potente, dunque, maestoso quello di Carlotto, scritto in una lingua aspra e dura, concisa e febbrile, che trascina il lettore pagina dopo pagina, che costruisce una dipendenza capace di autoalimentarsi, che obbliga a seguire in ansia le avventure d1 tre vecchi fuorilegge in un mondo mai così giovane e crudele.