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“Il giovane robot” di Sakumoto Yōsuke

Testata: Sissi for books
Data: 27 ottobre 2017
URL: https://sissiforbooks.wordpress.com/2017/10/27/il-giovane-robot-di-sakumoto-yosuke/

Questo venerdì parliamo di una novità perchè Il giovane robot, romanzo d’esordio di Sakumoto Yōsuke, è uscito nel 2015 in Giappone, ma solo lo scorso agosto in Italia per le edizioni e/o. Come si legge nella quarta di copertina, l’autore è affetto da una forma di schizofrenia dall’età di diciannove anni ed è paradossalmente grazie a questa che si avvicina alla letteratura e successivamente alla scrittura. Tutto sembra far pensare che ci sia molto di autobiografico in questo romanzo, ma resteranno supposizioni dal momento che non ho trovato altre informazioni – e nemmeno foto – dello scrittore. Su internet sembra esistere solo grazie al suo libro e mi ha piacevolmente stupita questa discrezione. Senza voler in alcun modo giudicare lui e nessun altro, questo romanzo mi ha spinta a ragionare sul fatto che la mente possa essere tanto piena ed in subbuglio per alcuni individui da spingerli a negarla e a trincerarsi dietro all’impersonalità di una macchina per cui non esistono imprevisti o scelte, ma solo logici ragionamenti dettati dalla meccanica.

Le cose non si risolvono dicendo che sono inevitabili.

La trama racconta di questo robot, Tezaki Rei – dove Rei in giapponese significa Zero – che ha come unica missione rendere felici gli uomini comprendendo le loro emozioni e correggendone gli errori. Un compitino da niente mi vien da dire…

“I robot sono oggetti costruiti per rendere felici le persone.” […] “E se tu non fossi felice?”

Eppure mano a mano che la storia si dipana ho cominciato a pensare che questo libro fosse anche un romanzo di formazione. Rei ha le fattezze di un bel ragazzo di quindici anni, un’età dove si fanno i conti con la propria infanzia e su quanto questa abbia segnato l’adulto che si sta diventando. L’accettazione della propria personalità, difetti inclusi, è molto più difficile di quanto sembri ai fini dello sviluppo e Rei si trova a fare i conti con la complessità dei sentimenti umani che non seguono la logica che lui utilizza in quanto robot.

Tu ti sforzi di gareggiare sommando logica a logica. Ma in questo modo non vincerai mai. Perchè il tuo avversario è una persona reale.

Robot o meno, più volte ho desiderato abbracciare questo ammasso di ingranaggi totalmente solo che mi è parso bisognoso di affetto e parimenti incapace di chiederlo. Colpa mia perchè la cultura giapponese ha un modo molto più pudico di rapportarsi con le emozioni rispetto a noi occidentali, ma per fortuna una ragazza si avvicinerà a lui tanto da capirlo e rispettarlo nei suoi tempi e spazi.

L’unica nota negativa che ho trovato sono state le lunghe sequenze molto, molto, molto specifiche sul gioco del ping-pong. Non sono decisamente una sportiva e ho fatto solo casualmente questo sport, quindi mi sono un po’ annoiata e ho trovato difficoltà a seguire le varie azioni compiute dai giocatori. Per farvi capire l’accuratezza delle descrizioni vi dico solo che al fondo del libro c’è un glossario interamente dedicato ai termini del ping-pong. Ho apprezzato invece i ragionamenti di Rei durante una partita. Da violinista ho dimestichezza con esibizioni/competizioni quindi condivido questo passaggio:

Ormai le mie condizioni o il mio io passato non avevano più grande importanza. Quello che contava adesso era il mio io in gara. Come il mio avversario, giocavo badando solo all’essenziale.

Mi piace molto lo stile di apparente distacco che riscontro quasi solo negli autori giapponesi. Come con Murakami e Yoshimoto, anche con Yōsuke sembra di essere dentro alla storia, ma allo stesso tempo avere una patina opaca che ci separa da lei; il tempo rallenta e ogni gesto acquista maggiore rilevanza.

Insomma vi consiglio questo romanzo sopratutto perchè, leggendolo, vi ritroverete in un punto totalmente diverso da quello che sembrava promettervi… e non resterete delusi.

Per quanto riguardi la colonna sonora, lungi da me voler generalizzare un’intera cultura, ma più che un brano in particolare è l’atmosfera del Giappone ad essermi venuta in mente. Quindi l’amico youtube mi è venuto in aiuto facendomi trovare della musica tradizionale che vi lascio e consiglio per rilassarsi.