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Vivere per raccontarla con qualche bugia

Autore: Tiziana Lo Porto
Testata: Il Venerdì di Repubblica
Data: 3 novembre 2017

Il titolo, Il club dei bugiardi, è preso in prestito da un circolo i cui membri erano il padre dell'autrice e i suoi amici. Erano tutti rigorosamente maschi e adulti (lei, Mary Karr, all'epoca bambina, era l'unica eccezione) e si riunivano quasi per caso ma con regolarità, solo per passare il tempo tra uomini a raccontare storie sulle rispettive vite e avventure. Quasi sempre erano storie inventate. Lì Mary Karr ha imparato una buona percentuale del mestiere (l'arte dello storytelling), scoprendo poi con gli anni che a volte il destino e le persone che ti circondano rendono superflua qualsiasi invenzione. Mettendo a frutto il sapere acquisito, da adulta Karr è diventata una delle autrici di memoir più famose e amate d'America.

Primo volume di una trilogia seguita dal brillante saggio sul genere The Art of Memoir, e pubblicato originariamente nel 1995 (da allora ha venduto più di 500 mila copie), il libro torna in questi giorni in una nuova edizione per e/o, con la traduzione di Claudia Leonetti. Dentro c'è quasi di tutto: problemi con l'alcol, genitori distratti, mariti millantatori, matrimoni, divorzi, liti, un incendio, un paio di sparatorie, una manciata di esaurimenti nervosi, e un'incalcolabile quantità di cuori spezzati e dispiaceri. Il tutto all'interno di un'unica famiglia, e raccontato con tale intelligenza, autoironia e mestiere da far sembrare quasi che Mary Karr sia sopravvissuta solo per raccontarcelo. Le perle di saggezza abbondano, a partire dalla più elementare e a suo modo tolstoiana: «qualsiasi nucleo composto da più di una persona è una famiglia disfunzionale». Alcune, certo, sono più disfunzionali di altre. Ma poi, a fare capolino tra le pagine del libro c'è quest'altra grande verità: ogni cosa, qualsiasi essa sia, puoi sempre raccontarla. E lasciartela alle spalle. Facile così.