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«Mai dimenticare» di Michel Bussi

Autore: Elisabetta Bolondi
Testata: Sololibri
Data: 27 novembre 2017
URL: http://www.sololibri.net/Mai-dimenticare-Michel-Bussi.html

I premi letterari francesi, li ha vinti quasi tutti Michel Bussi, che scrive libri gialli che un critico di Le figaro definisce “meccanismi ad orologeria”. È vero: quando inizi la lettura sai che l’autore ti condurrà su terreni improbabili, ti trascinerà in avventure inspiegabili, metterà alla prova la tua capacità di seguire tracce esili per arrivare a spiegare un enigma che si fa sempre più tortuoso man mano che si procede con la lettura. I personaggi creati da Michel Bussi sono originali, ben costruiti, dotati di forte sensibilità e ben inseriti negli ambienti che fanno da sfondo alla narrazione.

Nel caso di “Mai dimenticare” siamo sulle falesie prospicienti lo stretto della Manica e incontriamo il narratore della storia, Jamal Salaoui: è un ragazzo di origine magrebina, porta una protesi di metallo dal ginocchio fino alla scarpetta di carbonio, il che non gli impedisce di allenarsi sulla falesia più alta d’Europa, centoventi metri a strapiombo sulla spiaggia, perché vuol essere il primo disabile a percorrere una gara di corsa sui pendii scoscesi del Monte Bianco. Quella parte di Normandia, terra d’origine di Michel Bussi che la conosce profondamente, è lo scenario dentro il quale l’autore ha collocato la sua complicata vicenda, che vede il suicidio di una bella donna che si getta dalla falesia di fronte agli occhi inorriditi di Jamal che, malgrado le abbia porto una sciarpa di cachemire rossa appena trovata su un filo spinato, non è riuscito a fermarla. Ma la donna precipitata sulla spiaggia, di fronte ad un paio di testimoni, quella sciarpa rossa ce l’ha legata intorno al collo. Come è stato possibile, chi è potuto intervenire nei pochi secondi intercorsi prima della spaventosa caduta, a modificare la scena del crimine in modo così assurdo? Da qui comincia il mistero che attanaglia Jamal, accusato ingiustamente di un delitto che noi sappiamo non aver commesso, fin verso la conclusione del libro, assolutamente imprevista, dopo innumerevoli colpi di scena, mentre la suspense non abbandona un attimo neanche il lettore più avvertito.

Bravissimo Michel Bussi, ottimo nel tenere il ritmo della narrazione, senza un attimo di sosta nella scoperta di nuovi dettagli, che poi si scopriranno costituire un puzzle raffinato, un congegno ad orologeria, appunto, nel quale ogni pezzo, ogni parola, ogni dettaglio troverà il suo posto. Molte donne compaiono in “Mai dimenticare”, molti delitti misteriosi e mai risolti, molte vicende avvenute anni prima che costituiscono le cinque parti in cui è scandita la vicenda raccontata. Parigi è solo sullo sfondo, la protagonista vera è la provincia francese, dove tutti si conoscono, dove è possibile sfuggire per anni alla polizia ma dove però, alla fine, in modo anomalo ed inatteso, una forma di giustizia viene restituita.