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Recensione

Autore: Letizia Bilella
Testata: Il Grandangolo
Data: 3 febbraio 2018

Nei giorni dell'occupazione nazista una famiglia di ebrei romani in fuga trova rifugio in una canonica di campagna. Giacomo, il padre, è però costretto per motivi economici a fare delle rapide sortite nel suo negozio di Roma, affidato a un commesso fedele. Una sera non torna. Si saprà poi che è stato arrestato proprio davanti al negozio, sicuramente per una delazione. La moglie Elsa, con le due ragazze adolescenti, Milena e Dora, una volta tornata alla libertà dovrà farcela con le sue forze. Ma il tormento non l'abbandona mai. Come è avvenuto l'arresto di suo marito? La verità che Elsa riuscirà a scoprire le resterà però sigillata dentro. Elsa non vuole che le figlie rimangano incatenate alla tragedia del passato, le sue ragazze dovranno guardare avanti, pensare a costruirsi il futuro. Sulle figlie però graverà sempre l'ombra di un padre svanito nelle ceneri di Auschwitz. Milena si aggrapperà alla sua bellezza come a un salvagente per lasciarsi portare dalla corrente senza mai scegliere mentre Dora faticherà non poco per costruirsi. Scoprirà che il silenzio non è stata solo una scelta della madre, ma negli anni del dopoguerra è stata una scelta di un intero Paese. Nessuno sa, o vuole sapere. Si tace su tutto. La storia non ci sta, e saranno proprio due giovani senza colpa a doversi confrontare con le colpe e le sconfitte dei genitori. Un romanzo efficace nel descrivere l’equilibrio artificiale e di facciata che si è creato tra le tre donne, vittime di quell’orrore ma soprattutto di quel silenzio. “La notte dell’oblio” narra la scelta del silenzio di una madre, che si reinventa sarta nella Roma del dopoguerra, ma che per tutelare le figlie e il ricordo del marito, decide di nascondere loro la verità sull’arresto, tradito dal commesso italiano interessato al loro negozio di stoffe. Purtroppo la storia torna a turbare la loro quiete. Dora, la figlia minore, si innamora di Fabrizio, figlio del traditore. Dora esplode e grida tutta la sua rabbia nell’impossibilità di ottenere giustizia. L’amore puro e fiducioso fra i due giovani si rivela impossibile. Una tragedia moderna, causata dal bisogno di dimenticare il dolore e la sopraffazione subita da un popolo. Un libro che scorre placidamente, ma con la tensione di un thriller. Sarà Dora a scoperchiare il Vaso di Pandora; sarà lei ad andare a parlare con quella commessa che sua madre aveva sempre rifiutato di incontrare e che le racconterà tutta la verità: era stato proprio il commesso “fedele” a denunciare suo padre e a farlo arrestare, e anche la storia della vendita del negozio era tutta una bugia. Una memoria negata, rifiutata, che negherà a Dora la sua speranza per il futuro, opprimendola con l’impossibilità della riconciliazione con chi è stato causa del suo più grande dolore. Un silenzio che non cancella la memoria, non la offusca. Una scelta di tanti, il silenzio, di tanti che come Elsa hanno cercato di proteggere gli affetti più cari.