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Una viennese a Parigi

Autore: Viviana Filippini
Testata: Il Recensore
Data: 2 marzo 2018

Una viennese a Parigi (E/O edizioni 2018, traduzione di Monica Pesetti) di Ernst Lothar è uno dei capolavori della letteratura mitteleuropea uscito dalla penna dello scrittore austriaco. Il libro uscì per la prima volta nel 1941 in America con il titolo A woman, is witness, e oggi lo troviamo nella collana degli Intramontabili della casa editrice romana.

La vicenda narrata si svolge a partire dal 1938, quando Franzi lascia l’Austria invasa dall’esercito di Hitler per rifugiarsi in Francia. La giovane non è ebrea, non appartiene a nessuna minoranza etnica o religiosa, ma non riesce ad accettare il comportamento passivo degli austriaci che accettano, senza fare nulla -e come offuscati da una cecità improvvisa e cronica-, l’arrivo delle forze hitleriane.

Franzi va a Parigi dove lavora per un ufficio di corrispondenza di una casa di produzione cinematografica. Nella capitale francese la ragazza resta affascinata e ammaliata dalla libertà, dalla vitalità culturale e sociale che caratterizzano il luogo in ogni sua via e locale. L’entusiasmo per il nuovo mondo emerge dalle lettere che Franzi spedisce ai genitori rimasti in Austria. Sì perché Una viennese a Parigi è costruito da Lothar come una vera e propria raccolta epistolare che permette a noi lettori di conoscere, giorno dopo giorno, anno dopo anno, quello che accade alla protagonista e al mondo nel quale vive.

In questo modo si scopre la nostalgia di Franzi per i genitori rimasti in Austria e il bisogno di sapere come stanno. Allo stesso tempo nelle lettere emerge la figura di K., il fidanzato di un tempo che lei sente sempre più coinvolto nell’ideologia del Nazismo, tanto è vero che la ragazza si allontanerà da lui (rifiutando pure la sua imposizione di farla tornare in Austria), perché diventato diverso dalla persona della quale si era innamorata. Accanto a questa presa di coscienza, Franzi scopre l’amore grazie a Pierre, un affasciante giornalista che la conquista e con la quale nascerà un vero e proprio amore, nonostante lui non riveli tutta la verità sulla sua vita.

La stabilità e la pace che la giovane si sta costruendo in Francia è però minata da un tormento profondo dato dal fatto che Franzi si domanda in modo continuo perché nessun austriaco si sia ribellato ad Hitler. Lei stessa si sente un po’ in colpa per non avere fatto nulla per fermarlo. Con questo dolore nel cuore, la protagonista del romanzo di Lothar va avanti, ma quando scoprirà di essere incinta, quando Pierre sarà costretto a partire per il fronte e la Francia sarà invasa dall’esercito tedesco che non troverà nessun a fermarlo, la protagonista di Una viennese a Parigi deciderà che è giunto il momento di fare qualcosa di importante per fermare – o almeno ostacolare- l’avanzata dell’esercito nemico.

Dopo Sotto un sole diverso e La melodia di Vienna, con Una viennese a Parigi, Lothar continua la sua analisi e indagine sul popolo austriaco durante gli anni del regime nazista. Franzi è una giovane donna stanca dai soprusi perpetrati dai regimi totalitari ed è pronta a tutto pur di fare qualcosa che destabilizzi i dominatori. Dalle pagine del libro emergono il senso di spaesamento e disagio scatenati della sottomissione ma, allo stesso tempo, nella giovane donna e futura madre scatta un istintivo coraggio che la porterà a sfidare la prepotenza brutale del Reich.

Una viennese a Parigi di Ernst Lothar è un libro che racconta la vita di coloro che vissero a stretto contatto con il potere totalitario. È l’amore di una donna per la propria terra di origine (l’Austria) e di adozione (la Francia). È l’amore di una figlia per i proprio genitori, di una donna per il proprio uomo e di una madre per il proprio figlio. È un romanzo dove ci sono la rabbia e un senso di impotenza per il voler fare qualcosa, ma non sapere come farlo. È una storia di coraggio, di quella forza che vive in ogni individuo e che lo spinge a compiere atti a volte impensabili per tutelare e difendere la propria libertà di amare e vivere.