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«La donna abitata» di Gioconda Belli

Autore: Lucia Memmo
Testata: SoloLibri
Data: 5 marzo 2018
URL: https://www.sololibri.net/La-donna-abitata-Gioconda-Belli.html

Lavinia è una giovane donna che sta per intraprendere la professione di architetto. Teatro della storia è Faguas, una città immaginaria dell’America Centrale. Siamo agli inizi degli anni Settanta del XX secolo. La situazione politica vede la dittatura militare del Grande Generale, ma ciò non sembra preoccupare eccessivamente Lavinia, impegnata nella sua personale guerra contro la società maschilista del tempo. Attraverso la frequentazione di un collega di lavoro, Felipe, con cui stabilirà una relazione amorosa, Lavinia viene a contatto con i membri del Movimento di Liberazione Nazionale. La ragazza inizia a conoscerne le rivendicazioni e gli ideali fino alla decisione di entrare a farne parte.

A questo punto la battaglia di Lavinia a favore della propria autoaffermazione come donna e come professionista conosce confini più ampi e diviene una lotta in difesa dei diritti umani, della giustizia e dell’uguaglianza. Un elemento innovativo ed originale all’interno de “La donna abitata” di Gioconda Belli è l’albero di arancio piantato nel giardino di Lavinia. Nella pianta si manifesta Ytzà, una guerriera vissuta secoli prima al tempi dell’invasione dei conquistadores spagnoli. L’anima di Ytzà compenetra i pensieri di Lavinia, le sue insicurezze, i suoi desideri, le sue paure, quegli stessi sentimenti che Ytzà stessa avvertì dentro di sé quando seguì il compagno guerriero per combattere al suo fianco contro gli uomini bianchi.

La lotta di Lavinia si svolge su due piani: innanzitutto contro il regime dittatoriale. Lavinia capisce che, protetta dalla sua condizione di ricca borghese, non può continuare ad ignorare le sofferenze della popolazione meno abbiente, colpevole di essere nata nella parte sfortunata della nazione. Poi c’è la battaglia contro i pregiudizi e i luoghi comuni di una società che la umilia e la limita. Lavinia vuole affermare la propria libertà e la propria individualità andando a vivere da sola e lavorando alla pari con colleghi maschi. Questa battaglia assume un carattere universale e diviene la battaglia che ogni donna si trova ad affrontare, così come a suo tempo fece Itzà, che abbandonò la famiglia e la strada tracciata per lei fin dalla nascita, per darsi alla macchia insieme al suo uomo.

Un libro intenso, che avvolge il lettore e s’insinua dentro di lui, allo stesso modo in cui la donna guerriera compenetra l’albero di arancio e poi, Lavinia stessa, tutto il suo essere.