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Casino totale

Autore: Angelo Cennamo
Testata: Telegraph Avenue
Data: 1 marzo 2018
URL: https://telegraphavenueblog.wordpress.com/2018/03/01/casino-totale-jean-claude-izzo/

Ho scoperto Jean-Claude Izzo, scrittore italofrancese e padre del noir mediterraneo, con molto ritardo, dopo aver letto romanzi di altri autori, discepoli di quella stessa corrente letteraria: Camilleri, Carlotto, Morchio e Pandiani, autore torinese che da Izzo ha mutuato anche le ambientazioni francesi oltre che lo stile narrativo.

La carriera di Izzo è stata breve ma intensa, come la sua vita del resto; sono appena cinque, infatti, i romanzi che il genio di Marsiglia ci ha lasciato, tra i quali spicca la sua nota trilogia: Casino totale, Chourmo e Solea. Come ogni noirista che si rispetti, Izzo si serve dei delitti e delle investigazioni per raccontare molto di più: il degrado delle periferie, i conflitti sociali, l’immigrazione, la delinquenza. Marsiglia è un incrocio di razze che parlano uno strano francese, una mescolanza di provenzale, italiano, spagnolo, arabo. Un melting pot colorato, rigoglioso, e molto difficile da gestire. In Napoli ferrovia Ermanno Rea ha evocato atmosfere simili a quelle di Izzo, parlando della sua città, del porto, di Piazza Garibaldi e di quel dedalo di stradine che da Forcella si perdono fino ai Quartieri spagnoli. Sentite Izzo: Marsiglia è stata contagiata dalla coglionaggine parigina. Sogna di essere capitale. Capitale del Sud. Dimenticando che quel che la rendeva una capitale era il porto. Incrocio di tutte le mescolanze umane. Da secoli. Quando è stato pubblicato Casino totale (1995), non è ancora esplosa la jihad: l’11 Settembre, gli attentati di Madrid, Londra, il Bataclan, sono lontani, e Michel Houllebecq non ha ancora scritto Sottomissione – il romanzo ambientato in una Francia dominata dalla cultura islamica e governata dalla legge coranica – eppure la tensione tra arabi e indigeni, a Marsiglia come a Parigi, è già molto alta Prima, quando per sbaglio davi una spinta a un arabo, era lui a scusarsi. Ora dice: “Potresti chiedere scusa”.

Ma veniamo alla trama. Ugo, al secolo Pierre Ugolini, Manu e Fabio Montale sono tre amici di infanzia. Sono cresciuti tra le strade di Marsiglia rubando e facendo rapine Vivere al Panier era una vergogna. Da un secolo. Il quartiere dei marinai e delle puttane. La piaga della città. Il grande lupanare. Da adulti, le strade dei tre amici si dividono. Montale si arruola in polizia, diventa però uno strano sbirro Sempre meno poliziotto. Sempre più educatore di strada. O assistente sociale o qualcosa del genere. Il suo ruolo borderline spesso lo porta a deviare dal giusto, ad uscire dal perimetro della legalità “scivolavo” tra prostitute e delinquenti di ogni razza. Dopo vent’anni, Ugo torna a Marsiglia per vendicare l’assassinio di Manu, per difendere il suo onore, l’onore di Lole, della loro gioventù, della loro amicizia e dei ricordi. A Marsiglia, l’onore è un valore prezioso, un bene che non si può barattare A Marsiglia, anche per perdere bisogna sapersi battere. Aveva viaggiato nei mari del sud fuggendo da un mandato di arresto internazionale per traffico di opere d’arte. Lole era stata la donna di Manu, ma anche la sua. Anche Montale l’aveva amata, ma senza speranza Lole, fu il nostro desiderio a renderla bella. Quel desiderio che lei aveva dentro di noi. Era ciò che aveva in fondo agli occhi che ci aveva attratto. Quel luogo indefinito, lontano, da dove veniva e dove sembrava andare. Una rom. Come Manu, anche Ugo perde la vita, ucciso dalla polizia durante un inseguimento. Fabio Montale, accovacciato davanti al corpo esanime dell’amico, rivede se stesso, il proprio passato, e medita anche lui vendetta.

Casino totale è una storia di amicizia, di amori sbandati, di ricordi e di rimpianti, scritto con un minimalismo quasi carveriano, frasi di mezzo rigo, parole misurate, potenti e cariche di poesia. Un libro struggente come un tramonto sul porto di Marsiglia, la vera protagonista di tutte le trame di Izzo.

Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide.