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Recensione Per tutto l’oro del mondo di Massimo Carlotto

Autore: Alfonso D'Agostino
Testata: Capitolo 23
Data: 26 marzo 2018
URL: http://capitolo23.com/2018/03/24/massimo-carlotto-oro-mondo/

Massimo Carlotto è uno dei numi tutelari italiani del genere letterario che frequento di più: un esponente di quella scuola gialla-noiristica molto apprezzata in tutto il continente per la capacità di mescolare solide trame con uno sguardo sociale – oserei dire politico, nel senso più accettabile del termine.

In Per tutto l’oro del mondo Carlotto affronta un nervo particolarmente scoperto nell’immaginario collettivo del suo territorio: ma le rapine nelle isolate ville venete, così presenti nella cronaca nera, sono raccontate attraverso il ritorno in libreria dell’Alligatore, protagonista di una fortunata saga letteraria dell’autore padovano e personaggio in bilico fra legge e criminalità.

Il romanzo è un vero decalogo classico dell’Alligatore: passeggiando sul limite del baratro della retorica ma senza mai precipitarci dentro, Massimo Carlotto racconta una provincia veneta un po’ decadente, presenta personaggi sopravvivono con un filo di rassegnazione e molta rabbia per l’ingiustizia, tra vecchi e infrangibili codici criminali e l’evidenza che a volte chi è oltre il limite della legge non è peggiore di chi ci sguazza apparentemente dentro. Aggiungici una cantante jazz-blues che fugge dalla monotonia casa-lavoro e un bambino che paga la parcella dell’investigatore con una moneta da 20 centesimi e il romanzo volpapagina è pronto per il palato del lettore.

Noir come una stanza buia, tagliente come un coltello da caccia, politico di chi ha passione per l’Altro e i suoi problemi. E c’ho pure la copia autografata con dedica (che non dovrebbe contare nella valutazione ma perché no, poi?)