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BT Fidanzati dell'inverno: Ofelia, le mie origini.

Testata: Lady Eiry
Data: 20 aprile 2018
URL: http://ladyeiry.blogspot.it/2018/04/bt-fidanzati-dellinverno-ofelia-le-mie.html?m=1

Mi chiamo Ofelia. Chissà se a voi, del vecchio mondo, questo nome racconta già qualcosa. Il vecchio mondo, formato da un unico pezzo...mi sono sempre chiesta come fosse. Come ci si vivesse lì. Forse non così bene, dato che è stato abbandonato. Dato che gli spiriti di famiglia hanno deciso di abbandonarlo per fondarne altri di mondi, di arche. Così è cominciato tutto. Per me, per noi di Anima.

Dopo la Lacerazione, che ha segnato la fine del vecchio mondo, l'universo si è frammentato in tanti piccoli mondi, chiamati Arche, ognuno con propri paesaggi, proprie regole, propri poteri magici. Sono stati fondati dagli spiriti di famiglia, entità potenti, tanto da consentigli l'immortalità e il controllo sulle Arche da essi fondate.

Vivo su Anima, la patria degli animisti, persone in grado di imprimere e restituire la vita agli oggetti. Qualcuno ricuce strappi nella carta, qualcuno crea mobili poco socievoli, qualcuno legge il passato degli oggetti. L'ultima sono io, in effetti. Ma ci arriveremo. Di cosa stavo parlando? Ah, sì, le mie origini. Anima.

Anima è l'arca fondata da Artemide, la mia bis bis bis bis bis bis bis nonna. Probabilmente ho scordato un altro paio di bis. Tutti gli animisti sono suoi discendenti, per questo siamo imparentati tutti con tutti, un albero genealogico intricato di cui non conosciamo esattamente ogni ramo. Artemide è il nostro spirito di famiglia, ferma nella sua immortalità ad un'età indefinibile, in cui l'unico tratto distintivo è una bellezza glaciale, quasi disumana. Il suo sorriso non è né benevolo, né cattivo, un sorriso che del sorriso ha solo la forma. Il viso d'avorio è incorniciato da una chioma rossa, che scende fino al pavimento, simile a una lava fusa. Il suo corpo rivaleggia con la grazia fresca delle adolescenti, ma Artemide disprezza la propria avvenenza, la cela sotto abiti dalla foggia maschile. Vorrei averne almeno un po' della sua bellezza, una piccola parte, invece del mio essere insignificante, con le lenti spesse e i capelli scuri e perennemente arruffati. Non vedo traccia di Artemide in me. E' strana la nostra antenata, forse sono strani tutti gli spiriti di famiglia, hanno un che di inafferrabile. Di distante. Artemide non si mischia mai agli abitanti di Anima, né riconosce qualcuno della sua progenie. Mi sono chiesta spesso se sia mai stata affettuosa almeno con i suoi figli, secoli fa. E chissà prima, quando non aveva ancora fondato l'Arca. Nessuno sa come fosse Artemide prima di Anima. Forse l'ha scritto nel suo libro, quello conservato nell'Archivio. Per ora, il nostro spirito di famiglia sta sempre chiuso nell'Osservatorio, presta alle stelle più attenzione che agli animisti, ai suoi discendenti. Non mostra amore, nè interesse per qualcuno, dimentica in fretta, gli eventi le scivolano addosso a causa di una predilezione per l'oblio che forse è la contropartita per l'immortalità, per non impazzire o cedere alla disperazione. Cancella il passato e vive solo il presente, un eterno presente, perchè, come tutti gli spiriti di famiglia, Artemide è sempre esistita ed esisterà sempre. Da lei è nata Anima, e sono nata anch'io. L'origine è stata una sua volontà.

L'origine di Anima, quanto meno, perché prima delle nostre Arche c'era il vecchio mondo. Se non sei immortale, se non vivi un eterno presente, c'è sempre un prima e un dopo. Prima. Il passato. Mi affascina il passato, forse perché fa parte di me, è il mio potere. Come vi dicevo sono una lettrice, posso leggere il passato degli oggetti e, tramite gli oggetti, leggo le emozioni di chi li ha posseduti. Sbircio in ritagli di vite ormai spezzate, di eventi conclusi, di giorni che non torneranno mai più. Sono i ricordi delle cose: braccia che hanno stretto un giocattolo, mani che hanno slacciato un vestito, corpi attraversati da proiettili. Leggo tutto questo negli oggetti e imprimo una parte di me su ciò che tocco, lo facciamo tutti, lasciamo tracce destinate ad essere lette da chi ne è capace... Per evitare letture indesiderate indosso sempre dei guanti speciali, di cui finisco col mordicchiare le cuciture. Sono i nervi, capite. C'è chi si mangia le unghie... e chi deve portare i guanti!

Si legge solo all'indietro, solo ieri, solo ricordi. E non molte persone sono interessate alla memoria, ma a me va bene così. Lavoro nel Museo di Anima, un luogo poco frequentato dove posso godere della mia tranquillità e ricostruire il viaggio delle cose, preservarne la memoria. L'origine. L'unica oggetto che proprio non riesco a leggere, malgrado mi attiri con forza inesplicabile, è il libro di Artemide. Indecifrabile e inaccessibile, chiuso nell'archivio, si tiene stretti tutti i suoi segreti.

Segreti, ce ne sono molti, ultimamente. Troppi. Anima è una bella terra, fiorente, dalla temperature mite anche se un po' capricciosa. Ho sempre vissuto qui, senza vedere altro. Ma tutto questo sta per cambiare. Conosco l'origine, leggo il passato, mentre il futuro è un'incognita con le sembianze di un uomo altissimo e magro, dallo sguardo di ghiaccio e il viso solcato di cicatrici. Thorn. L'intendente del Polo. L'uomo che devo sposare. L'uomo che non amo.

Ciao lettori, abbandono i panni di Ofelia, anche se gli occhiali e i capelli arruffati restano, per parlarvi di "Fidanzati dell'Inverno" il libro di cui Ofelia è protagonista. Si tratta di un fantasy con tracce steampunk che non potrà lasciare indifferenti gli appassionati del genere. Troverete prestissimo la mia recensione completa, perchè questo librone (502 pagine) mi ha catturata subito e fino alla fine. L'ho trovato romantico come orgoglio e pregiudizio, ma immaginifico come il castello errante di Howl, un binomio impossibile che a Christelle Dabos è riuscito benissimo. Un plauso alla casa editrice E/O per averlo portato in Italia (e la ringrazio anche per avermi permesso di partecipare al blogtour!) a cui unisco la preghiera di pubblicare i seguiti quanto prima. Le vicende dell'attraversa specchi creano dipendenza.

Ultimo consiglio, prima di lasciarvi.

Seguite il blogtour (e recuperate le tappe precedenti!) per scoprire di più sulle Arche e su Ofelia (e su quell'affascinante spilungone taciturno di Thorn). Vi lascio il banner con l'elenco dei blog partecipanti.