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Romanzo - Lia Levi

Autore: Matteo Moca
Testata: Blow up
Data: 3 maggio 2018

Dietro alle stanche celebrazioni per la Giornata della Memoria che purtroppo hanno spesso smarrito la loro natura e diventano sempre più un cieco ricordare, si nascondono però ritorni o uscite di opere importanti. Fu l'occasione un paio di anni fa della ristampa di La settima croce di Anne Seghers ed è invece quest'anno dell'uscita del nuovo romanzo di Lia Levi, Questa sera è già domani. Autrice di numerosi volumi, molti anche per bambini come l'ormai classico Una bambina e basta, Lia Levi ha vissuto sulla sua pelle la persecuzione razziale durante gli anni della Seconda guerra mondiale e ha incentrato la sua opera proprio su questo aspetto, ritrovando negli occhi dell'infanzia uno sguardo semplice e pulito e soprattutto per questo sincero e profondo. Il nuovo romanzo, Questa notte è già domani, è ispirato ad una storia vera, quella dell'amato marito Luciano, ebreo genovese, che come il protagonista del romanzo dovette cercare riparo in Svizzera, spezzare le sue radici per avere salva la vita: in questo sta uno egli interrogativi più pungenti del libro, un aspetto quanto mai tragicamente attuale ad ottant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali, ovvero sulla necessità di lasciare la propria casa e la propria famiglia in cerca di un posto che sia disponibile ad accogliere. La famiglia Rimon, protagonista del romanzo, dovrà proprio combattere al suo interno per decidere cosa fare, con la paura dì perdere troppo tempo e non trovare poi scampo in un momento successivo, ma nello stesso momento con la morte nel cuore nel dover salutare gli affetti, la casa e i suoi oggetti. In effetti le leggi razziali colsero di sorpresa molti degli italiani di religione ebraica, fatto che Levi riassume bene quando scrive che questi uomini, donne e bambini «Si ritrovarono fradici senza neanche essersene accorti». «Quando spolveri il sacro ripostiglio / che chiamiamo "memoria" / scegli una scopa molto rispettosa / e fallo in gran silenzio. / Sarà un lavoro pieno di sorprese - / oltre all'identità potrebbe darsi che altri interlocutori si presentino. / Di quel regno la polvere solenne - / sfidarla non conviene - / tu non puoi sopraffarla - / invece lei può ammutolire te» recita la poesia di Emily Dickinson in esergo al romanzo, e questa storia deve servire a spolverare la nostra memoria rimuovendo la polvere che rischia di depositarsi e appannare il ricordo.