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Ernst Lothar testimone del declino della civiltà mitteleuropea

Autore: Marino Freschi
Testata: L'Indice dei libri del mese
Data: 25 maggio 2018
URL: https://www.lindiceonline.com/letture/narrativa-straniera/ernst-lothar-declino-civilta-mitteleuropea/

Una variazione sul tema, quella del “finis Austriae” a causa dell’imbarbarimento nazista, che pose termine alla grande stagione della raffinata civiltà asburgica, è narrata in Una viennese a Parigi , in cui Lothar racconta le drammatiche vicissitudini di Franzi, una giovane viennese, di ottima famiglia “asburgica” (il padre era stato ministro), che riesce a trasferirsi a Parigi, dove lavora come segretaria di una casa di produzione cinematografica hollywoodiana con un ufficio sugli Champs-Élisées. Il romanzo resta in bilico fino alla fine tra un sempre più improbabile happy end sentimentale e un precipitare nella tragedia e proprio questo sapiente alternarsi conferma lo straordinario talento narrativo di Lothar. Questo racconto “parigino” è anche una testimonianza assai intensa degli ambienti dell’esilio francese con le vittime, ma anche con vari speculatori, detrattori, arrivisti. Franzi traversa intrepida le varie stazioni di un autentico dramma, che non le consentono di sopravvivere alla disfatta dell’esercito francese nell’estate del 1940. Lei diventa l’emblema di quella forza interiore di resistenza al nazismo quale capacità etica di affrontare il male oscuro che si celava nella storia più oscura della Mitteleuropa. In questi romanzi – Lothar ne scrisse una ventina, che ancora attendono di essere tradotti – affiora una scrittura fortemente evocativa di ambienti, situazioni e atmosfere, rivelando il talento drammaturgico dell’autore che per anni diresse il celebre Burgtheater e in seguito il Theater in der Josefstadt, succedendo a Max Reinhardt. Fu, inoltre, uno degli animatori del grande festival di Salisburgo, insieme al suo amico Stefan Zweig, che lo sostenne nella sua decisione di lasciare una brillante carriera d’alto funzionario per dedicarsi completamente alla letteratura e al teatro. Una scelta cui Lothar tentò di restare fedele perfino a New York, fondando (ma senza grande successo) l’Austrian Theater. Divenuto cittadino statunitense, rientrò in Austria, dolorosamente stupefatto per l’animosità antisemita che circondava gli emigranti. Riprese l’attività come drammaturgo e come narratore, senza giungere a una vera conciliazione con la società austriaca.