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Tenebre e correnti nella città meticcia

Autore: Carlo Mazza
Testata: La Repubblica - Bari
Data: 22 maggio 2018

Bari e i festeggiamenti per san Nicola fanno da sfondo all'ultimo capitolo della trilogia di Carlo Mazza con protagonista il capitano dei carabinieri Antonio Bosdaves. Un omaggio alla tradizione di Gadda e del noir mediterraneo

Naviganti delle tenebre è il mio terzo romanzo e ha come protagonista, ancora una volta, il capitano dei carabinieri Antonio Bosdaves. Ho scritto la trilogia riversando nelle pagine la mia visione delle cose, intrigato dalla lezione impartita da un gigante della letteratura e iniziatore della storia del poliziesco italiano: Carlo Emilio Gadda, che nel suo celebre Quer pasticciaccio brutto de via Merulana avvince il lettore con l'intreccio poliziesco, ma con l'intento di narrare il proprio mondo, nel suo caso Roma. E infatti i tre volumi, pubblicati dalle edizioni E/O, fanno parte della collezione Sabot/age, la cui aspirazione è raccontare la realtà con la maggiore fedeltà possibile.

In un Paese nel quale i fatti sono spesso taciuti o manipolati, si tratta di un'ambizione forse temeraria, se è vero quanto diceva George Orwell: "Nel tempo dell'inganno universale, la verità è un atto rivoluzionario". Il mio primo romanzo, Lupi di fronte al mare, descrive gli interessi e le complicità che saldano malavita e politica, sanità e banche, in un contesto attraversato da personaggi cinici e ingenui allo stesso tempo, divorati da una cupa avidità che consuma i loro destini. Il cromosoma dell'orchidea, seconda opera della saga, pone al centro della trama un appassionato ambientalista e un sindaco onesto ma tentato dalle offerte di due spregiudicati imprenditori dell'edilizia, che progettano la costruzione di un complesso residenziale in un'area a rischio idrogeologico.

Il terzo episodio, Naviganti delle tenebre, inizia con la scomparsa di una donna etiope, unica supersite di una strage avvenuta molti anni prima, e descrive una schiera di inquieti personaggi: un perfido faccendiere che medita vendetta, una donna inseguita dall'infelicità e un intellettuale alla ricerca di espiazione.

Bosdaves accetta di misurarsi con un contesto assaltato dal malaffare e governato da una concentrazione d'interessi: pur nel suo pessimismo e nella sua indolenza, resta un militare che ben conosce il suo dovere. Lo sfondo è quella città meticcia che raffigura il nostro futuro e, non a caso, la vicenda si svolge durante i festeggiamenti dedicati al culto di san Nicola, simbolo del superamento delle identità nazionali. A margine della trilogia, il capitano Bosdaves è inoltre il principale personaggio di un racconto incluso nella raccolta Giochi di ruolo al Maracanã (Edizioni E/O), che peraltro ne rivela le remote origini brasiliane. Il protagonista dei romanzi, presente ma non ingombrante, è al comando della compagnia di Bari-Carrassi: un carabiniere ombroso, talvolta svagato, dotato di un buon talento investigativo e amante dei toscani e del buon vino, legato alla sua famiglia e tuttavia discretamente attratto dal fascino di una brillante giornalista. È un uomo d'ordine, ma il disordine della vita non gli è sconosciuto e lo sente aleggiare intorno a sé, nutrendo la sua malinconia. Un critico ha affermato che il mio capitano pare sufficientemente distante dal macchiettismo di molti detective del giallismo e noirismo contemporanei, tanto da sembrare una figura realistica e credibile, e confido che l'osservazione mi ha fatto piacere. L'ambientazione barese delle vicende si manifesta in occasionali dialoghi dialettali e nel richiamo alla toponomastica, nonché nel modo di essere dei personaggi. Ma il localismo non impedisce alla narrazione di assumere la valenza di una realtà più vasta: Bari si offre come rappresentazione di un intero Paese, oltrepassando tempi e luoghi. Ciò riconduce i tre romanzi nella cornice del noir mediterraneo, inteso come una modalità di creazione delle storie poliziesche ben diverso dal noir scandinavo, anglosassone o sudamericano, e contraddistinto dall'esplorazione di temi generalmente trascurati dai mass media: in primo luogo, la rivoluzione dell'universo criminale, frutto della globalizzazione dell'economia, con le sotterranee connessioni tra malavita e imprenditoria, finanza e politica; e inoltre il duro assalto delle mafie autoctone e straniere alle città delle due sponde, teatro di drammatiche migrazioni e concentrazioni di interessi: Algeri, Napoli, Barcellona, Tunisi, Marsiglia. E Bari, che si iscrive nella rosa a pieno titolo, a causa della sua posizione geografica, attualmente punto di snodo di filiere criminali transcontinentali fondate sul traffico di armi, donne e stupefacenti. Lo stesso mare che ha visto nascere la letteratura, con l'Iliade e l'Odissea, e che induce a pensare all'amicizia e al convivio, è oggi il palcoscenico di violenze, corruzioni e sopraffazioni, e i suoi scrittori, da Izzo a Khadra, da Markaris a Carlotto, lo descrivono senza indulgenze. I romanzi sono nascosti nei vicoli di queste città, basta osservare e le vicende si dispiegano sulla carta come attratte da una misteriosa corrente, chiedendo a gran voce di trasmigrare dalla realtà alla pagina bianca. Un'affezionata lettrice mi ha confidato di avere vissuto le situazioni che ho narrato: leggendo si era accorta del valore letterario della sua vita quotidiana, che invece aveva sempre considerato molto banale. Ma è questo il dono che la scrittura può fare a ognuno di noi: guardare la propria esistenza reale da lontano, per comprenderla meglio.