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Il commissario Habib nel continente Noir

Autore: Laura Crinò
Testata: D / La Repubblica delle Donne
Data: 26 giugno 2010

Il giallo non ha confini, ma l’Africa da questo punto di vista è poco esplorata, con l’eccezione dei bestseller di Alexander McCall Smith, con la detective Ramotswe in un Botswana da quadro naïf. Non hanno nulla di naïf, invece, le avventure del commissario Habib e del giovane collega Sosso nel noir Il dio del fiume, dello scrittore maliano Moussa Konaté. Il romanzo mette in scena un duplice delitto sulle rive del Niger, nei pressi di Bamako. Il capo di un clan “bozo” e una delle sue mogli sono stati colpiti a morte davanti alla loro capanna. I saggi del villaggio credono che a ucciderli sia stato il Lamantino, il dio del fiume offeso dalla famiglia del capo tribù. Ma le credenze tradizionali si scontrano con la volontà di indagine di Habib e Sosso, «l’uno più anziano, educato nel periodo coloniale e l’altro più giovane, figlio dell’indipendenza, facce complementari dell’Africa nera» come li descrive Konaté. Nel tempo letterario che basta a questa intrigante coppia poliziesca per risolvere l’indagine, il lettore sperimenta lo spaesamento che lo scrittore considera una delle condizioni dell’Africa contemporanea: «Si parla dei problemi africani riassumendoli nella formula fame, guerra, malattie. Ma il continente nero soffre anche per un altro, profondo motivo: non ha ancora trovato la sua strada tra la visione degli Europei e quella degli Antenati».