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E Carlo Mazza racconta la città dell'odio

Testata: Corriere del Mezzogiorno
Data: 3 luglio 2018

Scoperto e valorizzato da Massimo Carlotto che l'ha fatto debuttare con le edizioni e/o o nella collezione «Sabot/age», dedicata alle nuove declinazioni regionali e periferiche del noir italiano, Carlo Mazza, bancario barese in pensione che ha superato da poco la sessantina, arriva con Naviganti delle tenebre al suo terzo libro (sempre per e/o pp. 228, euro 16).

Noir, dunque, ma anche memoria (un riferimento all'omicidio Petrone, 1977) e soprattutto uno sguardo ravvicinato alla condizione dei migranti nella concreta realtà barese: «dodicimila stranieri di centotrentatré diverse nazionalità», ci ricorda Mazza, che incarnano la mutazione antropologica della città. Stranieri che, per un brusco cambiamento di prospettiva di cui forse non ci siamo an cora resi conto, sono diventati negli ultimi mesi - almeno a giudicare dall'agenda politica nazionale - i «nemici» di una guerra combattuta sul fronte interno e internazionale. E ai nemici, si sa, si riserva poca pietà, un misto di paura e indifferenza che a volte si trasforma in odio.

Li odia, ad esempio, l'ex picchiatore fascista ed ex poliziotto Costantino Lassandro, qualche trasferta in Grecia a «prendere esempio» dai camerati di Alba Dorata e tanta gratuita ferocia. Ma li odia anche Toresedute, il boss del San Paolo che non esita a scatenare contro di loro la gente del quartiere. A un certo punto in città, nei giorni di San Nicola, viene rapita sull'uscio di casa l'etiope Samira, unica sopravvissuta alla strage della sua famiglia avvenuta poco dopo il loro arrivo a Bari per mano d'ignoti terroristi.

La matassa da sbrogliare non sarà semplice per il capitano Bosdaves, il solito «antieroe» di Mazza, carabiniere con un'infanzia modello nella Bari degli anni Sessanta al Redentore. Tra le pagine del libro i ricordi della città che fu e gli scorci di quella odierna si rincorrono e si sovrappongono, mentre una folla di personaggi e di caratteri la anima. Alla fine il caso sarà risolto, non senza dolore e intime ferite.

Si presenta al «Libro Possibile» domani, ore 22.30, balconata Santa Candida.