Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Michel Bussi – Il quaderno rosso

Autore: Chiara e Laura Ricciardi – Sister’s Books
Testata: Contorni di noir
Data: 2 luglio 2018
URL: http://contornidinoir.it/2018/07/michel-bussi-il-quaderno-rosso/

Leyli Maal è una bellissima donna di origine malese. Vive la sua vita in maniera modesta, ha un lavoro umile e tre figli che mantiene da sola. Proprio i figli sono la sua ragione di vita, ma anche fonte di grandissime preoccupazioni, tanto che un giorno Bamby, la maggiore, viene sospettata di alcuni omicidi. Le persone che sono state uccise sembrano non avere molto in comune, e allora qual è il filo conduttore? A indagare è il commissario Petar Velika, che scoprirà verità ben più ampie che vedono coinvolte alcune persone significative nell’immigrazione clandestina, e lo porteranno ad affrontare un caso spigoloso dai risvolti inimmaginabili.

“Il quaderno rosso” è un libro dalla struttura ingegnosa e complessa, svolto nell’arco di quattro giorni che, nonostante la mole consistente, si legge tutto d’un fiato. I personaggi sono profondamente realistici, specialmente quello di Leyli. Una donna che nella vita ha provato le gioie più belle, ma anche dolori così grandi da sembrare insopportabili per un essere umano. La sua storia viene svelata piano piano, con una delicatezza e una dolcezza in netto contrasto con la sua storia, tanto da riuscire a entrare nel cuore del lettore. In questo romanzo al centro della storia abbiamo una tematica molto più complessa e attuale rispetto ad altri romanzi di Bussi: quella dell’immigrazione. Grazie al personaggio di Leyli abbiamo una chiara idea delle esperienze che vive una persona immigrata, che con le sole sue forze è riuscita a scappare da un futuro senza prospettive in Africa e integrarsi perfettamente in Francia.

Abbiamo, però, anche rivelazioni sconvolgenti e disumane, che sono all’ordine del giorno. Persone che lucrano sulla pelle di esseri umani fragili, e che fanno dei loro sogni un lavoro. Una tematica che mai come in questi giorni risulta più discussa. E inevitabili sono pensieri e riflessioni che ne scaturiscono.

“Lo dico per l’homo megapolitas, quello che vive nelle metropoli ricche del pianeta. L’Homo megapolitas avrà sempre bisogno di noi per svolgere le tre D, come dicono gli inglesi dirty, dangerous e dull, ovvero il lavoro sporco, pericoloso e noioso. Chi dovrebbe sostituirci? A chi andrebbe di sostituirci, visto che noi siamo invisibili come fantasmi e la mattina le grandi città si svegliano con le strade pulite, i cassonetti svuotati e i grattacieli con le finestre che brillano?”

Ma più di tutto, “Il quaderno rosso” è un thriller, bello e intricato come piace a noi. Nonostante gli omicidi, infatti, Bussi è riuscito a raccontare un intreccio di racconti in cui la questione fondamentale non è scoprire l’identità dell’assassino, seppur parte fondamentale della storia. No, il vero “fattore wow” consiste nel contesto, nei dettagli, nelle descrizioni ammalianti e, soprattutto, nelle rivelazioni che lasciano a bocca aperta.

Arrivati alla fine, infatti, si sente quasi il bisogno di rileggere il libro con gli occhi consapevoli di chi sa la verità, per poter comprendere ancora meglio le potenzialità e le qualità di uno scrittore che sa stupire. Di uno scrittore che non ha bisogno di usare esagerazioni, virtuosismi ed eccessi superflui, perché il suo stile ha l’effetto di una calamita per il lettore. “Il quaderno rosso” è un libro che, come ogni giallo che si rispetti, è in grado di stupire e sconvolgere il lettore nonostante tutte le teorie che poco alla volta si costruiscono nella mente di chi legge. Lasciatevi sorprendere ancora una volta da Bussi!