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Gli ex soldati sopravvissuti all'Isonzo cadono nell'Austria (non più) felix.

Autore: Luigi Forte
Testata: tuttoLibri - La Stampa
Data: 21 luglio 2018

Il caporal maggiore Jost e i due compagni dell'esercito imperialregio vengono uccisi nella capitale austriaca del 1919, affamata e abbrutita dalla rabbia sociale.
A indagare, fra caffè un tempo eleganti e bettole, un altro reduce ora poliziotto e il suo nobile vice.

È sopravvissuto alle battaglie dell'Isonzo l'ispettore distrettuale August Emmerich, ma non ha modo di rallegrarsene. Forse intuisce fin da principio che la guerra continuerà a perseguitarlo e non solo per quella scheggia che gli è rimasta nella gamba destra e che lo obbliga ogni tanto a fare uso di eroina per lenire il dolore. Non c'è da stupirsi: a trentasei anni vive in tempi più che mai difficili, nella capitale del glorioso Impero austro-ungarico ormai scomparso, dove in quel lontano 1919 regnano miseria e fame mentre frustrazione e rabbia sociale aumentano di giorno in giorno. Eccolo lì, sonnacchioso e stanco mentre tiene d'occhio Veit Kolja, un vecchio compagno di orfanotrofio diventato un furfante matricolato a capo di una banda di borsaneristi. E intanto riflette sulla sua compagna Luise che ha perso il marito in guerra, e ai suoi tre figli di cui deve occuparsi. Per fortuna a distrarlo ci pensa il suo assistente, Ferdinand Winter, un giovane gentile, di buona famiglia, apprensivo e inquieto. Sembra uno scolaretto difronte a quel furbacchione di August. Ma la coppia è perfetta: i due si integrano a vicenda nell'ottimo romanzo poliziesco di Alex Beer (pseudonimo dell'austriaca Daniela Larcher) Il secondo cavaliere proposto dalle edizioni e/o nella vivace traduzione di Silvia Manfredo.
È diventato subito un bestseller questo romanzo d'esordio di una scrittrice nata a Bregenz nel 1977, che ha studiato archeologia a Vienna. E il motivo è semplice: una trama snella, veloce, con infiniti colpi di scena e un protagonista non stereotipo, un uomo animato dal senso di giustizia che riassume in sé la precarietà e il senso di quegli anni. E poi c'è la Vienna dell'epoca, tra quartieri di miseria e palazzi nobiliari, la Hofburg e la residenza estiva di Schönbrunn, ma anche la città sotterranea, la cosiddetta Fortezza, dove Emmerich e il suo timoroso aiutante si addentrano alla ricerca di contrabbandieri. Il romanzo offre un tour incalzante, attraverso trattorie popolari o celebri caffè per finire in qualche locale notturno come il Chatam Bar, dove le informazioni sono più preziose dello champagne. E proprio qui, grazie alla giovane Minna, che soddisfa clienti facoltosi, Emmerich comincia a mettere insieme i suoi tasselli, anche contro il parere del suo odioso capo, l'ispettore dipartimentale Sander. Perché ucciso il caporal maggiore Jost, che aveva combattuto in Galizia e dopo di lui altri due suoi compagni? Sono proprio loro i soldati dell'esercito imperialregio che Emmerich riconosce in una fotografia insieme ad altri commilitoni. Quale nesso c'è fra quel gruppo di camerati e gli attuali omicidi? Qualche risposta Emmerich e il suo fedele assistente potrebbero anche trovarla se il commissario non venisse accusato della morte di Josephine Bauer, la cameriera della trattoria Poldi Tant dove alcuni di quegli ex soldati si ritrovavano.
L'assassino ha usato la pistola sottratta al poliziotto e l'ispettore capo Carlo Horvat non sente ragioni. Nel suo ruolo di vittima Emmerich acquista grandezza e spessore umano, convinto che alla fine debba essere la giustizia a trionfare. Attorno a lui tutto si sgretola, non ultimo il rapporto con Luise dal momento in cui il marito morto è riemerso da una lunga prigionia e si è installato in casa. Per fortuna che il generoso Winter gli ha offerto un letto nell'abitazione della vecchia e nobile nonna che ancora sogna il Kaiser. Ma che fare ora con le manette ai polsi e una cella come rifugio? Come un novello Jean Valjean, August evade dal carcere e ritrova, grazie all'aiuto del vecchio amico-nemico Kolja, verve e coraggio, proseguendo le indagini in clandestinità.
Proprio nell'ultima parte del romanzo la tensione aumenta e il racconto ritorna ala guerra e a quegli eccidi commessi da quei militari a Leopoli. Chi li ordinò è ora a Vienna in una posizione di potere e intende eliminare gli ultimi testimoni. Compreso Emmerich, che ormai sa troppo. Legge e giustizia sono dunque concetti vuoti e tutto sembra tornato al silenzio? spetterà all'istruttore riportare in vita la speranza e ridare voce al mondo dei perdenti.
L'archeologa Larcher ha scavato nel passato portando alla luce una seria riflessione storica ricca di suspence e di mistero, dove alla fine August Emmerich vede riconosciuti i propri meriti. Prima o poi anche Luise deciderà di tornare dal suo innamorato poliziotto.