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Recensione al romanzo “Naviganti nelle tenebre” di Carlo Mazza

Autore: Paola Varalli
Testata: La Gilda dei lettori
Data: 25 luglio 2018
URL: https://lagildadeilettori.wordpress.com/2018/07/24/recensione-al-manoscritto-naviganti-nelle-tenebre-di-carlo-mazza/

“Si raffigurò la sua vita, un ingenuo campionario di mattane e trasgressioni; lo osservò dallo specchietto retrovisore e pensò che di lì a poco le sue cazzate le avrebbe raccontate a Belzebù, che magari era anche un tipo di spirito e forse lo avrebbe preso in simpatia.” (pag. 17) Questa frase mi è parsa significativa della scrittura dell’autore, tagliente ma con punte di ironia, che, infilate ad hoc, stemperano la crudezza delle vicende noir.

Carlo Mazza ci regala un hardboiled ben orchestrato. Tutto torna, ottimo il ritmo, ben definiti i personaggi, buona l’alternanza dei punti di vista: i capitoli raccontati in prima persona dal protagonista, il capitano dei Carabinieri Antonio Bosdaves, si incastrano alla perfezione con quelli che narrano le vicende di contorno, altrettanto importanti al fine di arrivare a sviluppare la trama che compone l’intera vicenda. La scrittura dell’autore scorre veloce, non ha intoppi, Mazza sa usare con maestria la lingua, infarcendola con qualche frase dialettale e con alcuni termini anche dotti, ma sempre comprensibili.

Apprezzabile, senza dubbio, l’impegno sociale che traspare: empatia e un occhio di riguardo verso gli ultimi della terra. Cosa, visti i tempi che corrono, tutt’altro che trascurabile.

Un elogio va anche all’editing, accurato e puntuale, così come al correttore di bozze: c’è un solo refuso in tutto il libro. Purtroppo gli hardboiled, e questo è legato al gusto personale, sono in qualche modo, mi si passi il termine, privi di mezze misure. I cattivi sono cattivissimi, i morti sono “mortissimi”, i torturati “sfiguratissimi”.

Se piace il genere, questo romanzo è perfetto.