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Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario (Amara Lakhous)

Testata: Il lettore medio
Data: 24 luglio 2018
URL: https://illettoremedio.wordpress.com/2018/07/24/contesa-per-un-maialino-italianissimo-a-san-salvario-amara-lakhous/

“Questa storia della Gola Profonda mi fa girare i coglioni. Il mio caporedattore è un romanticone, per non usare un aggettivo meno elegante. Crede ancora all’inchiesta dei due giornalisti del Washington Post che portò alle dimissioni di Nixon nel 1974. Vai a convincere Maritani che il Watergate era una montatura. Una storia di regolamento di conti, come sempre. Una vendetta umana”.

Torino, 2006. Può una notizia completamente falsa trasformarsi in uno scoop e finire in prima pagina? E può un reporter squattrinato, con la passione per le donne e il calcio, diventare il mediatore di un affaire tra la comunità islamica e un ragazzo africano che ospita un maialino? La risposta è sì, specie tra le pagine del romanzo di Amara Lakhous “Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario” (ed. e/o). Protagonista della storia è Enzo Laganà, un giornalista di origini calabresi che, per giustificare l’assenza dalla redazione – è impegnato in un weekend marsigliese in compagnia di una bella donna – racconta di essere in contatto con una “Gola Profonda” che conosce i mandanti e gli esecutori dei recenti delitti di quattro albanesi. Contemporaneamente, il reporter tenterà di far da paciere tra la comunità islamica del posto e Joseph, un ragazzo nigeriano padrone di un maialino, che scorrazza in giro con la sciarpa della Juventus al collo, filmato mentre grufolava tra gli ambienti di una moschea. Tra pentiti albanesi e capoclan rumeni, tra maitresse africane e zie pettegole con la passione per i quiz televisivi, Enzo proverà a sbrogliare due intricate matasse guardandosi costantemente alle spalle poiché qualcuno, con inquietante puntualità, riesce a fornirgli l’indizio giusto per indagare sul quel che gli accade intorno.

Il punto di forza di questo romanzo è la scrittura. Lakhous utilizza un tono leggero e divertito per parlare del delicato tema della criminalità. Alcuni spunti sono molto interessanti e permettono una sorridente riflessione su integrazione razziale e sicurezza. Inoltre affronta, con altrettanta ironia, un altro tema molto delicato: quello dei culti religiosi. Tratto distintivo di questo autore sono i titoli: lunghi abbastanza da non passare inosservati e incuriosire i lettori. Non si lasci ingannare il lettore. Non è una semplice strategia di marketing, ma un vero e proprio modo di comunicare assai performante.