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Caterina Emili – L’innocenza di Tommasina

Autore: Cecilia Dilorenzo
Testata: Contorni di noir
Data: 27 luglio 2018
URL: http://contornidinoir.it/2018/07/caterina-emili-linnocenza-di-tommasina/

… Tutto rimanda sempre indietro qui in Umbria, alla storia. E alla tua storia, se ce ne hai una.

Chissà se io ce l’ho, se questi stracci inzuppati di rabbia e povertà che mi porto dentro posso chiamarli la mia storia. Sono umbro e vivo in Puglia, pensa tu che cazzata di storia. Sono nato tra l’argilla obbligata a diventare tornio e ora vivo a pochi chilometri da Grottaglie dove altra argilla diventa ogni giorno creta da tornio…

A parlarci è Vittore Guerrieri. Vittore non è un investigatore e non è neanche un poliziotto, è un persona con una notevolissima sensibilità che ispira molta fiducia nelle persone che lo conoscono e lo frequentano. Vittore è umbro e dopo tanto girovagare il suo attuale domicilio è in Puglia, esattamente a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi. Ci è arrivato grazie a Maria e Mario, pantalonai e suoi carinissimi amici/vicini di casa a Milano, in Via Lecco. I due coniugi decidono di ritornare nel loro paese di origine, appunto Ceglie, e portano con sé anche Vittore. Non solo. Gli troveranno, anzi, creeranno un lavoro ad hoc per lui. Porterà e venderà i prodotti locali della terra nel nord Italia.

… Poi, una sera al bar, Mario mi dice “Vittore, ti do un’idea”. E comincia, prendendola alla larga. Ma del resto Mario m’ha sempre offerto la sua solida amicizia come mi vendesse un tappeto, come fosse una merce sicura e conveniente. “Devi metterti in contatto con i produttori della zona, che pensano solo a produrre ma non capiscono un cazzo di come si commercia, e porti i prodotti loro al Norditalia. Come devi fare te lo spiego io, tranquillo”.

E, detto fatto, ecco il nuovo lavoro di Vittore.

Cesara, un gran donnone di Ceglie, pensa proprio a lui per chiedergli di aiutarla a capire. Sua nipote, la carissima e dolcissima Tommasina, si è tolta la vita e dopo la sua morte Cesara scopre delle lettere che la nipote aveva nascosto, lettere di minacce ed insulti. Lui deve aiutarla. Vittore, grazie ai suoi amici pugliesi e grazie al Professore legge, rilegge, scova sfumature in quelle lettere, cerca gli indizi che lo aiuteranno a dare un volto e un nome a chi, a causa di tanta cattiveria, ha indotto Tommasina a lasciare Perugia, tornare nel suo paese e togliersi la vita. Ma Vittore fa anche di più per aiutare Cesara. Approfitta di un suo viaggio per la vendita dei prodotti locali per fermarsi ed indagare a Torino, dove la ragazza ha frequentato per tre anni presso l’ospedale Cottolengo la Scuola per professioni sanitarie e infermieristiche e dove lavorava anche una sua compaesana, Pinuccia. Dopo Torino, Tommasina e Pinuccia si trasferiranno a Perugia. Anche gli elementi che Vittore riuscirà a raccogliere tra Torino e Perugia, contribuiranno a fornire un altro pezzo che comporrà il puzzle finale.

Ho trovato “L’innocenza di Tommasina” un libro molto poetico. Prima di tutto per come l’autrice, Caterina Emili, ha reso le descrizioni dei luoghi, paesaggi, odori, colori, cibo pugliesi. Ci sono delle descrizioni che mi hanno lasciata incantata ed estasiata. Mi ha fatto davvero un gran piacere che l’autrice abbia descritto il tutto come se avesse utilizzato colori e tavolozze dando l’impressione di vedere realmente tutto ciò che è descritto.

Per come ha delineato i vari protagonisti, Vittore in primis, ma anche tutti gli altri: Maria e Mario così deliziosi e premurosi, Cesara, insieme sensibile e tenera nei confronti della sua amata Tommasina e così pratica e concreta nel voler cercare e trovare la verità, gli amici del bar, quelli che ritrovi la sera per fare due sacrosante e ristoratrici due chiacchiere e che insieme al Professore daranno vita ad un ottimo identikit degli autori delle lettere anonime ed infine lei , Lena, l’amore di Vittore. Un amore forte, sensuale, travolgente. Lena è il suo respiro e la sua fonte di luce.

… Lena parla poco, pochissimo, eppure è tanto se penso che quando l’ho conosciuta era muta … E comunque sua madre , che si affoga per disperazione, trascinandosi dietro la sorella che tentava di salvarla, basta e avanza per capire la sua fatica a parlare …

Quando si arriva a capire chi e perché ha indotto al suicidio un’anima innocente come lo era Tommasina, si rimane increduli davanti a tanta gratuita crudeltà. Ma può essere che tale crudeltà venga ripagata con la stessa moneta? Sarà quello che avverrà ne “L’innocenza di Tommasina”? A voi scoprirlo. Come sempre Edizioni E/O non sbaglia un colpo!