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Naviganti delle tenebre di Carlo Mazza

Testata: 4.0 Blog
Data: 31 luglio 2018
URL: https://40blogsite.wordpress.com/2018/07/31/naviganti-delle-tenebre-di-carlo-mazza/#more-754

Naviganti delle tenebre di Carlo Mazza (E/O Edizioni, collana Sabot/age) è un romanzo di un’attualità potente e profetica: considerando i tempi di lavorazione di un libro, dalla stesura alla pubblicazione, non si può fare a meno di pensare che Carlo Mazza, ex bancario, ottimo narratore, abbia avuto la vista lunga oltre che la penna buona, consegnando ai suoi lettori un testo che potrebbe essere letto come un fatto di cronaca riportato da un quotidiano in edicola solo pochi giorni fa e che invece è verosimilmente il frutto di una passione, elaborazione, ricerca lunga, articolata e profonda dei contemporanei meccanismi che mettono la questione dei migranti al centro di un rinnovato conflitto razziale. E lo fa con stile ed equilibrio, e di certo non sfuggirà al lettore attento e lontano di ogni forma di pregiudizio che questo è prima di tutto un romanzo, mimesi del reale ma per definizione anche territorio dell’immaginazione e non manifesto politico.

Ma veniamo alla trama: il Capitano dei Carabinieri Antonio Bosdaves (già protagonista dei due precedenti romanzi, Lupi di fronte al mare e Il cromosoma dell’orchidea) si trova questa volta alle prese con un caso all’incrocio tra presente e passato, accoglienza e intolleranza, cultura e multicultura, amore mistico, religione, odio atavico e dissennato. Un caso che lo colpirà, lui sempre così «svagato e malinconico», con la ferocia di un lutto improvviso.

Samira Estifanos, venditrice ambulante di nazionalità etiope, scompare all’improvviso dal piccolo appartamento nel quartiere Madonnella dove vive. Un rapimento in piena regola, sebbene apparentemente privo di movente: chi può avercela con una quarantenne schiva, innamorata del Cantico dei Cantici, e già dolorosamente sfigurata sulla pelle e nell’anima da un incendio doloso che venticinque («per la precisione ventiquattro anni e undici mesi») prima ha sterminato la sua intera famiglia accampata nel capanno degli attrezzi di un liceo barese? C’è forse un nesso tra i due crimini? Cosa è sfuggito al Maggiore Montero che, incaricato di indagare all’epoca dei fatti, non riuscì a identificare i colpevoli lasciando il caso irrisolto? O è solo una sfortunata coincidenza, magari un avvertimento della malavita locale che cerca di fomentare l’odio razziale per controllare a suo piacimento l’assegnazione delle case popolari da parte del Comune? Tanti punti interrogativi, ancora più puntini di sospensione, e troppe lacune ed elisioni che toccherà a Bosdaves, insieme all’inseparabile Sallustio, ricomporre in una storia di senso compiuto.

È un noir, questo Naviganti delle tenebre, che vale la pena leggere sia per il suo intrinseco valore narrativo (una prosa cesellata, virtuosa e accorta senza essere pedante, fluida ma anche meticolosa, scandita da un ritmo serrato perfettamente conforme al genere, per cui la lettura risulta piacevole e appassionante) che per il valore di documento antropologico che fotografa magistralmente il macrocosmo della situazione attuale, assumendo Bari a emblema di una contingenza storica e sociale in cui alla cultura dell’accoglienza si contrappongono accanimenti ideologici e la «criminalità funzionale» si mescola a quella strumentale o strumentalizzata. Una città che per Storia, tradizione e, soprattutto, posizione geografica si è sempre vantata del suo ruolo di ponte tra culture, religioni, razze, come peraltro ha sottolineato il recente incontro ecumenico tra le diverse comunità cristiane per riflettere e pregare per la pace in Medio Oriente e che si è tenuto nel capoluogo pugliese lo scorso 7 luglio, una città che è narratrice di se stessa tanto quanto i personaggi che agiscono all’interno della storia e che alternano, in una formidabile intuizione strutturale, le proprie voci e punti di vista in un vero e proprio racconto corale, dove gli assolo del Capitano Bosdaves spiccano per il loro carattere melancolico e tendente allo spleen, esaltando le caratteristiche di questo personaggio fuori dai paradigmi precostituiti di un genere narrativo che spesso si presenta come monocorde variazione dello stesso schema.

Il che è da intendere come valore aggiunto e motivo in più per inserire Naviganti delle tenebre di Carlo Mazza alla vostra biblioteca.