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Aglio e amore, la prima volta non si scorda mai

Autore: Andrea Mattacheo
Testata: La Repubblica
Data: 6 settembre 2018

Leggendo i romanzi di Jean-Claude Izzo non è difficile immaginarselo a suo agio seduto a tavola, oppure dietro ai fornelli mentre spadella per preparare una cena con gli amici di sempre o con quelli conosciuti da un'ora. Non tanto per le passioni enogastronomiche che talvolta riemergono dalle sue pagine, quanto perché una voce così piena di sconforto e malinconia, eppure così disperatamente aggrappata al mondo, si deve pensare appartenesse a un uomo che, per riuscire vivo e felice, aveva bisogno di trovare conforto in quelle poche cose che ci concedono la salvezza effimera della voluttà: l'ebrezza di un vino, un pomodoro aperto a metà con un filo d'olio, il profumo di una bouillabaisse speziata, pesante, per stomaci forti, come dovrebbe essere. Piaceri di un attimo che dovrebbero potersi godere tutti, in un'utopia mediterranea che Izzo vedeva tanto vicina ma forse impossibile da raggiungere. Non è difficile immaginare che nei suoi molti viaggi appena arrivato in una città straniera andasse subito al mercato, per sentirsi a casa tra i banchi, per ritrovare un senso di appartenenza che non conosce confini. Perso tra gli sguardi, le voci, i sorrisi maliziosi ma non troppo di quelli che ti invitano ad assaggiare, la meraviglia di un minuscolo bancone con soltanto fiori di zucca. E non è neanche difficile credere che della prima ragazza baciata Jean-Claude ricordi soprattutto il sapore d'aglio. Un gusto forte, oltraggioso, che da quel pomeriggio estivo in un capanno di Les Goudes non avrebbe mai smesso di amare. Un gusto volgare e incivile che da lì in poi avrebbe posto come argine alle colazioni di lavoro leggere, alla civiltà della moderazione che nasconde altrove i suoi eccessi osceni, ai vampiri succhiasangue che ci rubano le energie, ci svuotano il cervello e ci prosciugano il cuore. Perché, senza i gusti che spingono l'oltraggio fino al limite, continuare per la nostra strada in questa esistenza può davvero essere dura.