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Il brusio e la meraviglia del pubblico davanti al "vero volto" di Elena Ferrante nei primi due episodi della serie tv

Autore: Adalgisa Marrocco
Testata: Huffington Post
Data: 8 ottobre 2018
URL: https://www.huffingtonpost.it/2018/10/05/il-brusio-e-la-meraviglia-del-pubblico-davanti-al-vero-volto-di-elena-ferrante-nei-primi-due-episodi-della-serie-tv_a_23551038/

Sono arrivati in anteprima al cinema, dal 1° al 3 ottobre grazie a Nexo Digital, i primi due episodi de L'amica geniale, serie TV tratta dall'opera di Elena Ferrante e diretta da Saverio Costanzo. Un assaggio del prodotto, in realtà, era già stato fornito in occasione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, grazie alla sua presentazione fuori concorso.

Giusto un anno fa, Edizioni E/O dava alla luce l'edizione completa della tetralogia firmata dalla misteriosa Ferrante, raccogliendo i 4 libri (L'amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta) in un elegante unico volume di oltre 1700 pagine. Carta ed inchiostro che ora trovano perfetta traduzione filmica in un prodotto di qualità.

Ecco che si apre il sipario (o meglio, si accende il proiettore e si spengono le luci): un'anziana viene svegliata nel bel mezzo della notte dal figlio delle sua migliore amica in preda al panico perché la madre è scomparsa. Infastidita, la donna si libera dello scocciatore ma, subito dopo, inizia a raccontarci la storia di un'amicizia. L'amicizia di Lila e Lenù, nata sui banchi di scuola elementare e cresciuta nella Napoli del dopoguerra e del boom economico, restituita dall'occhio e dalla mano di Saverio Costanzo.

È questo l'incipit della serie prodotta da Rai Fiction e Tim Vision in collaborazione con HBO, Wildside e Fandango che andrà in onda su Rai Uno a novembre. Tra le case popolari napoletane degli anni '50 e '60, si respira povertà e si ode l'affanno di vivere. Donne di casa allevano figli e curano mariti, boss di quartiere imperversano, uomini onesti vengono rovinati dai debiti. Intanto, Lila e Lenù crescono curiose e speranzose di una vita migliore. Le due bambine divengono emblema e specchio di un'Italia che, dalle macerie del dopoguerra, cerca di risorgere anelando ad un futuro migliore. Così si dipana la narrazione, che diviene testimonianza di un rapporto di amicizia tormentato e complesso, in cui confronto, ammirazione ed invidia sono elementi cardine.

L'amica geniale in versione seriale vede come interpreti ideali le piccole Elisa Del Genio e Ludovica Nasti, e le adolescenti Margherita Mazzucco e Gaia Girace. Le quattro giovanissime attrici sono state scelte dopo un casting durato ben otto mesi. In totale, in scena, sono apparsi 150 attori e 5mila comparse, guidati da una troupe tecnica di 150 persone che ha operato su un set di circa 20mila metri quadrati, allestito a Caserta per riprodurre un rione napoletano.

Vogue America è arrivata a definire L'amica geniale una serie "neorealista", paragonando il tocco di Costanzo a quello di De Sica, De Santis e Rossellini. E - anche se il paragone risulta ardito e rimane dato di fatto la generosa fascinazione del parterre USA verso certi prodotti made in Italy - stando ai primi due episodi, la qualità del prodotto parrebbe indiscutibile. Sia per capacità tecnica che per prensione emotiva.

Un'emotività palpabile anche nel cinema romano dove ho avuto modo di assistere all'anteprima. Immersa tra le fila di un pubblico che, allo spegnersi delle luci in sala, ha iniziato a sospirare e palpitare, incantato dallo scorrere delle immagini. Un brusio continuo ma discreto, che testimoniava la meraviglia dei lettori, finalmente in grado di vedere personificati i bei volti dipinti su carta dalla penna di Elena Ferrante.

La magia della traduzione intersemiotica (il cui esito, nella maggioranza dei casi, è tutto fuorché scontato) stavolta si è compiuta. Da vedere.