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Recensione #262- La doppia madre di Michel Bussi

Testata: Libro per amico
Data: 10 ottobre 2018
URL: https://libroperamico.blogspot.com/2018/10/recensione-262-la-doppia-madre-di.html

Bussi è tornato! In tutti i sensi... Già, perchè è vero che è uscito questo nuovo libro quindi "è tornato" è il verbo che meglio si addice alla cosa ma dico è tornato anche perchè con questo nuovo lavoro ritrovo l'autore che adoro, quello che mi spiazza, quello che mette al centro più gialli che si sfiorano, si intrecciano, si evolvono sotto gli occhi del lettore senza svelare minimamente nulla fino all'ultima pagina.

Chi mi conosce sa che adoro questo autore e che lo ritengo uno tra i migliori giallisti viventi, ma sa anche che il libro uscito prima di questo - Il quaderno rosso - non mi aveva per nulla convinto. Ho voluto leggere subito questo ultimo lavoro proprio per togliermi di dosso il senso di non appagamento che mi aveva lasciato il precedente, con una paura folle che la magia tra me e questo autore fosse scomparsa, ma anche con la consapevolezza che una caduta non può far cambiare il pensiero di un lettore verso un autore che ama. Quindi eccomi qui, con quasi cinquecento pagine alle spalle, per dirvi che la magia non si è assolutamente dissolta anzi, Bussi si conferma un grande, uno di quelli che sanno creare il poliziesco perfetto, senza imbrogli, giocando a carte scoperte, facendoci credere quello che lui vuole! In questo caso al centro della trama c'è un bambino - Malone - di tre anni, molto loquace per la sua età e con un compagno di giochi alquanto bizzarro, Guti, un peluche che non è un topo ma neanche un criceto. Con Guti Malone parla, il giocattolo gli racconta storie che parlano di pirati, di orchi, di case in mezzo alla foresta. Guti è la sua memoria, il suo unico appiglio per non perdere i ricordi che, presto, come un qualsiasi bambino della sua età, si dissolveranno lungo il cammino della crescita. La strada di Malone si interseca con quella del commissario Marianne Augresse, perchè Malone racconta cose strane, di una mamma precedente alla sua attuale mamma, e lo psicologo della scuola non può non approfondire. La polizia però non ha tempo di occuparsi della fervida immaginazione di un bambino, visto che finalmente è sulle tracce di una banda di rapinatori che per troppo tempo sono riusciti a sfuggirgli. Qual è il collegamento tra i due casi? Dove si nascondono i rapinatori con il malloppo? Cosa nasconde il peluche da cui Malone non si divide mai? Che legame ha Malone con tutto il resto? Malone ha avuto veramente un'altra mamma? Chi conosce Bussi e il suo modo di architettare le storie sa che sicuramente le due vicende non potranno essere totalmente slegate tra loro, ma il grande interrogativo che, per tutta la lettura, rapisce il lettore non è se ci sia un collegamento ma quale sia il collegamento. Con una narrazione che passa dal presente, al racconto dei giorni precedenti, l'autore ci intrappola pian piano nella sua rete, ci fa immergere nella vita dei protagonisti, ce ne racconta le emozioni ed i segreti più nascosti. Come sempre non si limita a creare un giallo, ma crea un romanzo completo con un giallo che lo attraversa. Anche l'ambientazione e, come al solito, molto dettagliata. Questa volta il libro è ambientato a Le Havre, una cittadina portuale che affaccia sulla Manica in cui ai quartieri di villette che creano dei veri e propri villaggi a sè, si contrappone la vita portuale, con la sua disoccupazione e, spesso, la povertà. Come ogni altra volta, io leggo i libri di questo autore e vorrei subito partire e visitare i luoghi in cui fa muovere le sue storie. Ci sono solo dei piccoli dettagli che non mi hanno convinta del tutto ma questo non inficia assolutamente la bellezza del libro e il pensiero assolutamente positivo che me ne sono fatta. Eh già, Bussi è davvero tornato ed io spero che non mi abbandoni per molti, moltissimi anni ancora! Se non conoscete questo autore dovete rimediare. Ogni suo lavoro è una scoperta ed ogni sua trama è diversa dalla precedenti. Non vi deluderà!!!