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Il mondo non mi deve nulla (Massimo Carlotto)

Testata: Il lettore medio
Data: 12 ottobre 2018
URL: https://illettoremedio.wordpress.com/2018/10/12/il-mondo-non-mi-deve-nulla-massimo-carlotto/

«Cosa vuol dire che hai avuto a che fare con gli uomini tutta la vita? Sei una puttana?» chiese in tono suadente. La donna ridacchiò e si schermì. «Ma no. Ma cosa va a pensare…» «Non ci sarebbe niente di male, sai?». «Sono una croupier. Anzi, lo ero. Gli anni passano per tutti».

Lise è una piacente sessantenne tedesca con un passato da croupier e una vita fatta di sogni infranti. Adelmo è un disilluso cinquantenne costretto, per sbarcare il lunario, a improvvisarsi ladro. Cosa succede quando Adelmo, colto in flagrante e col timore di essere denunciato alla Polizia, riceve da Lise questa proposta: ucciderla in cambio di denaro? Un lungo appassionante dialogo tra una potenziale vittima e il suo improbabile carnefice.

Mi è piaciuto tantissimo “Il mondo non mi deve nulla” di Massimo Carlotto (edito da edizioni e/o) un romanzo che fa del dialogo il suo punto di forza. I due personaggi mettono a nudo – tanto nei discorsi quanto nei soliloqui che li vedono, in momenti differenti, protagonisti – la loro fragilità, le aspettative legate al futuro e, soprattutto, la malinconia che permea i ricordi del passato. Adelmo è alla ricerca di un riscatto possibile solo attraverso il denaro. Lo impone Carlina, la compagna che, per tutta la durata del romanzo, interrompe continuamente il suo lavoro con delle telefonate tanto fastidiose (per Adelmo) quanto spassose (per Lise, ma soprattutto per il lettore). Lise, invece, ha un solo proposito: togliersi la vita. Lei che, per tutta l’esistenza, ha giocato col destino e con le fortune degli altri, è stata miseramente gabbata da una banca. La perdita di danaro non è poi così grave, lo è senz’altro la fine delle sue illusioni. Maestro del noir, Carlotto realizza un romanzo che vede nella messinscena la sua naturale evoluzione. Ogni passaggio narrato sembra una didascalia registica, con tanto di guizzi, giochi di sguardi e sospiri dispensati al lettore affinché s’immerga nella storia e si trovi seduto sullo stesso divano che fa da set alla narrazione.