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Cosa ci ha insegnato Elena Ferrante con L'Amica Geniale

Autore: Manuela Stacca
Testata: Lettera Donna
Data: 27 novembre 2018
URL: https://www.letteradonna.it/it/articoli/show/2018/11/27/elena-ferrante-amica-geniale-serie-tv/27190/

Finalmente l'attesa è finita. Il 27 novembre debutta su Rai Uno L'amica geniale, trasposizione seriale del best seller della misteriosa Elena Ferrante. Applaudita alla Mostra del Cinema di Venezia e promossa dalla critica, la serie diretta da Saverio Costanzo porta sul piccolo schermo la saga di Elena e Lila, eterne amiche-nemiche che hanno appassionato milioni di lettori in tutto il mondo. In particolar modo in America, tanto da scatenare la Ferrante Fever. La quadrilogia de L'amica geniale è una storia di amicizia, emancipazione, riscatto, formazione. È una storia universale e trasversale, che copre oltre 50 anni di storia, di Napoli e dell'Italia intera, raccontandone il contesto storico-culturale e le sue trasformazioni. È una storia straordinaria che grazie all'eccezionale connubio HBO-RAI Fiction e TimVision (e con la produzione di Wildside e Fandango) porterà non solo a riscoprire i libri ma anche a segnare un passo importante nella serialità nostrana. Grazie a una serie televisiva che finalmente mette da parte le vicende Stato-Mafia-Chiesa – fin troppo abusate – per raccontare una storia sull'amicizia di due bambine, ragazze e poi donne, assolutamente inedita nel nostro Paese. E in occasione della messa in onda de L'amica geniale, abbiamo stilato una classifica dei migliori insegnamenti che ci ha lasciato Elena Ferrante. Cinque lezioni che spiegano perché, specialmente oggi, è importante leggere la quadrilogia e guardare la serie che ne è stata tratta.

1. L'IMPORTANZA DELL'EDUCAZIONE

Una cosa è certa. A determinare la prima frattura tra il percorso di Elena e Lila è la scuola. Entrambe sin da piccole sono costrette a lottare contro i rispettivi genitori per proseguire gli studi, a causa di una cultura patriarcale a dir poco opprimente che concepisce le donne solo come mogli e madri. Siamo infatti nel secondo dopoguerra e le protagoniste si muovono in un rione di Napoli diviso tra violenza, degrado e povertà, in cui le donne badano alla casa, alla famiglia e non vanno oltre la quinta elementare. Ma è proprio attraverso lo studio, la conoscenza e i libri che Elena e Lila possono raggiungere quel riscatto, a cui anelano già da bambine. Elena continua a studiare grazie all'aiuto provvidenziale della maestra Oliviero, raggiungendo traguardi importanti e insperati. Al contrario, Lila non continua a frequentare le scuole dopo le elementari ma non perderà mai la voglia di studiare e imparare. E questa sarà la sua fortuna.

2. BISOGNA LOTTARE PER I PROPRI SOGNI

Con L'amica geniale Elena Ferrante ci insegna però un'altra cosa. Essere i più intelligenti non basta. Oltre alla scuola e allo studio, per raggiungere i propri obiettivi bisogna avere anche una grande determinazione. La storia di Elena lo dimostra: nonostante le insicurezze, i dubbi e le difficoltà, la protagonista non si arrende e lotta contro tutto e tutti pur di realizzare i propri sogni. Lila, invece, nonostante venga descritta come la più dotata, si distingue per una maggiore incostanza e un carattere più turbolento, e ciò complicherà molto la sua strada. «Ci piaceva molto sedere l’una accanto all’altra, io bionda, lei bruna, io tranquilla, lei nervosa, io simpatica, lei perfida, noi due opposte e concordi», dice Elena nel quarto volume, Storia della bambina perduta. La verità è che entrambe, così diverse eppure simili, per molti versi complementari, sono a loro modo brillanti, «geniali». Sono entrambe accomunate da una grande forza di volontà. E questa è l'altra grande lezione di Ferrante: mai arrendersi.

3. VIVERE PER LA PROPRIA FELICITÀ

La terza lezione che fornisce la scrittrice riguarda la ricerca personale della felicità, che non deve mai passare per il compiacimento degli altri. Elena inizialmente appare molto insicura e remissiva, cerca costantemente l'approvazione di chi la circonda, dalla maestra Oliviero a Lila, fino a Nino, di cui si innamora da ragazzina. In particolar modo, con quest'ultimo, si instaura un rapporto estremamente deleterio, tossico, perché porta a galla un'altra questione: quella di vivere in funzione di un uomo, mettendo così in secondo piano Elena e i suoi bisogni. Ma nel momento in cui decide di non curarsi della sua opinione come di quella degli altri, di dire e fare esattamente ciò che pensa e vuole, finalmente la protagonista riesce a esprimere se stessa e affrancarsi.

4. LA PRESA DI PAROLA

L'amica geniale ci insegna che è essenziale, vitale prendere parola, per rivendicare la propria libertà di pensiero e azione, e per non farsi soffocare da un sistema patriarcale dominato da violenza e sopraffazione. Già dalle prime pagine del ciclo de L'amica geniale emerge con grande chiarezza come l'abuso, nel quartiere napoletano, venga usato come qualcosa di normale all'interno delle dinamiche familiari. Tiziana de Rogatis in Elena Ferrante. Parole chiave (edito da e/o) parla infatti di «sistema correttivo» usato dagli uomini nei confronti di mogli, sorelle e figlie che si sottraggono «al ruolo di complemento e sostegno». Elena e Lila, infatti, vengono più volte messe a tacere e più volte si ribellano alle tradizionali norme sociali e alle diverse forme di violenza subite, con piccole o grandi azioni di resistenza. Che vanno dalla denuncia della stessa violenza sistemica e di certi atteggiamenti repressivi, sino all'utilizzo della scrittura e dell'arte come forma di emancipazione e opposizione.

5. IL VALORE DELL'AMICIZIA

«La quadrilogia è la storia di due amiche che si alleano per 'passare il limite', per sconfinare dagli spazi reali e simbolici nei quali una millenaria subalternità femminile le ha rinchiuse», scrive Tiziana de Rogatis, spiegando come l'amicizia femminile sia stata molto poco raccontata finora. Eppure, proprio l'amicizia è il grande tema intorno al quale ruota L'amica geniale e la grande forza della storia. Perché nonostante le invidie, le gelosie, le bugie e gli screzi, Elena e Lila non smettono mai di essere amiche, complici e alleate. Sempre unite nel sfidarsi, influenzarsi, supportarsi e aiutarsi a vicenda, le due ragazze instaurano un rapporto travagliato, burrascoso ma altrettanto solido e forte. Che nessuno riuscirà mai a scalfire. La rappresentazione inedita di un legame così complesso racchiude forse la più grande lezione di Elena Ferrante, che si smarca dalla narrazione che vuole le donne incapaci di essere amiche e solidali. Esplorando, al contrario, un'amicizia femminile «sregolatissima» – come l'ha definite la scrittrice stessa – che rifugge ogni stereotipo e categorizzazione. Proprio come le due eroine.