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Tsb, quei “Piccoli crimini coniugali”

Autore: Massimo Bertoldi
Testata: Alto Adige
Data: 21 gennaio 2019
URL: http://www.altoadige.it/cultura-e-spettacoli/tsb-quei-piccoli-crimini-coniugali-1.1882315

BOLZANO. “La coppia giovane è una coppia che cerca di sbarazzarsi degli altri. La coppia vecchia è una coppia dove ognuno cerca di sopprimere il partner”: è questa una delle tante battute chiave intorno alla quale ruota l’intreccio narrativo di “Piccoli crimini coniugali” di Éric-Emmanuel Schmitt in scena al Teatro Comunale di Bolzano dal 24 al 27 gennaio per la stagione di prosa curata dal Teatro Stabile. Lo scrittore franco-belga, anche regista e sceneggiatore, figura tra gli autori teatrali più rappresentati sui palcoscenici europei. La commedia scritta nel 2003 si iscrive al genere del dramma borghese rappresentato da eccellenti firme della drammaturgia europea quali Ibsen, Strindberg, Cechov, Schnitzler, Pirandello, Joyce, Bergman. Protagonisti di questo acuto gioco al massacro sono due coniugi sulla cinquantina senza figli. Marco è uno scrittore di noir e autore proprio di un libro titolato proprio “Piccoli crimini coniugali”, in cui descrive la vita di coppia come una cella delle torture dalla quale sopravvive solo chi dei due uccide l’altro; la moglie Lisa ò una donna fedele, innamorata del marito, alle prese con laceranti paure. Dopo quindici anni di matrimonio sostanzialmente felice entrambi si sono ritagliati un lato oscuro e nascosto: lui si concede qualche occasionale tradimento, lei ha il vizio dell’alcol. Per avviare il motore narrativo, Schmitt adotta una strategia vagamente pirandelliana. Come in “Enrico IV” l’omonimo protagonista finge di perdere la memoria, analoga sorte succede a Carlo a seguito di una rovinosa caduta dalla scala a chiocciola del salone di casa. Rimane il dubbio intorno alla verità o alla finzione circa le reali conseguenze provocate dalla caduta. Sta di fatto che con il rientro del marito dall’ospedale inizia un lungo e travagliato percorso guidato dalla moglie per sconfiggere le amnesie del marito e riportarlo alla normalità. L’elegante salotto borghese si trasforma in un ring via via che l’uomo rivede e rivive oggetti familiari evocanti situazioni significative o ascolta brani musicali a lui cari. Rimbalzano continui e inquietanti flashback che progressivamente provocano lo smascheramento di sconvolgenti verità fino allo smantellamento delle apparenti certezze. Esplodono rancori, fraintendimenti, inedite e pesanti tensioni, in una lotta dura e aspra, senza esclusione di colpi, che non compromette la possibilità della riappacificazione. Il linguaggio produce dialoghi secchi e taglienti, caratterizzati da battute crudeli e taglienti, amorevoli e ironiche. Tra crolli vorticosi e sussulti di rinascita affettiva, vittima e carnefice si invertono spesso i ruoli nel tentativo di trovare un’ancora di salvezza in un mare in burrasca. Interpretano questa appassionante commedia agro-dolce, che tra l’altro è recentemente diventata anche soggetto cinematografico con Sergio Castellitto e Margherita Buy protagonisti per la regia di Alex Infascelli, due attori di primo piano del teatro italiano quali sono Anna Bonaiuto e Michele Placido cui compete anche la regia di questa intrigante produzione Goldenart, che si avvale del contributo dello scenografo Gianluca Amodio e del costumista Alessandro Lai. Le luci competono a Di Maggio&Luna, le luci spettano a Pasquale Mari.