Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

La ragazza del convenience store (Murata Sayaka)

Testata: Il lettore medio
Data: 25 febbraio 2019
URL: https://illettoremedio.wordpress.com/2019/02/25/la-ragazza-del-convenience-store-murata-sayaka/

In fondo era uno spasso vedere tutti quegli studenti, ragazzi che suonavano in rock band, freeters, casalinghe e allievi delle scuole serali indossare la divisa del konbini e trasformarsi in commessi perfetti. Alla fine della giornata di training ognuno si liberava di quella tenuta e tornava alla situazione di partenza. Era come un cambiamento di pelle, una muta temporanea.

Keiko Furukuraha trentasei anni, è single e lavora nello stesso konbini, un supermarket aperto 24/7, da diciotto anni,sempre nello stesso ruolo di commessa part-time. A lei però questo non dispiace, anzi! Grazie alla formazione e a regole ferree da seguire,Keiko ha capito come poter essere normale agli occhi di tutti. Quello è diventato il suo mondo e non ha nessuna intenzione di cambiarlo. L’arrivo di Shiraha, un nuovo collega trentacinquenne dai modi strani e in cerca di moglie, farà smuovere finalmente qualcosa?

La protagonista de “La ragazza del convenience store” (edito da e/o) desidera essere accettata da tutti quelli che hanno una vita normale, visto che lei, sin da piccola,è sempre stata additata come quella strana. Il suo desiderio scaturisce dal voler essere lasciata libera di vivere la vita a modo suo, visto che i suoi familiari e i suoi amici non fanno altro che preoccuparsi del fatto che lei abbia trentasei anni, sia ancora single e lavori sempre nello stesso posto, con lo stesso ruolo e con lo stesso contratto da diciotto anni.Ma non si chiedono mai se, in realtà, lei sia felice così.

Credo che questo libro possa dividere i lettori in due fazioni: da un lato, coloro che vedranno nella protagonista quella pigrizia che la induce a restare sempre nella stessa condizione senza mai volerla migliorare; dall’altro, tutti quelli che, invece, si sentiranno dalla sua parte e crederanno che la sua scelta di vita sia la più giusta perché, infondo, è quella che la fa sentire meglio. Da parte mia, non credo che ci sia una fazione giusta o sbagliata. Piuttosto, credo che si possa aderire all’una o all’altra spinti dalle sensazioni del momento, proprio perché ognuno di noi vive la normalità a modo suo.