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“L’invenzione occasionale” secondoFerrante

Testata: Quotidiano del Sud
Data: 5 luglio 2019

“Invenzioni occasionali non diverse da quelle con cui reagiamo ogni giorno al mondo in cui ci è capitato di vivere”. Così Elena Ferrante descrive gli esiti della rubrica settimanale, tenuta sul Guardian dal 2017, raccolti nel volume “L’invenzione occasionale” con illustrazioni di Andrea Ucini. Dalle paure “Sto imparando ad accettare la paura, perfino a mostrarla con autoironia. Ho cominciato a farlo quando ho capito che le mie figli si spaventavano, se le difendevo con una foga esagerata da pericoli piccoli, grandi e immaginari”alle prime volte, a cui guardiamo secondo Ferrante con un’indulgenza eccessiva, poichètutto si appanna quando proviamo a ricordare e “Ciò che siamo stateall’origine è solo unamacchia confusa di colore contemplata dallasponda di ciò che siamodiventate”. Dalle pagine di diario, poi, tramutatosi esso stesso inun’invenzione, all’inca pacità di tracciare unalinea di demarcazionetra storie vere e storie diinvenzione “perchè costruisco un racconto inprima persona come sefosse successo a me?”per ribadire che“Losforzo di fedeltà non potrà prescindere dallamia immaginazione,dalla ricerca di coerenza fantastica, dall’asse gnazione di un ordine edi un senso, perfino dalla mimesi della mancanza di ordine e senso”. Ferrante raccontaemozioni che scandiscono la nostra vita come la risata“Il riso perme può fare solo questo:distendere ciò che è tesofino all’insopportabile.Per il resto mi pare sopravvalutato. La risataè solo un breve, brevissimo respiro di sollievi. Non credo che sia ingrado di porre fine alleangherie del potere".