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Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin

Testata: La lettrice assorta
Data: 26 luglio 2019

Il mio premio per la miglior lettura di quest’estate lo assegno senza ombra di dubbio al libro Cambiare l’acqua ai fiori della bravissima Valérie Perrin, edizioni e/o. Quattrocentosettanta pagine intrise di emozioni e rese alla carta in modo eccellente. L’ho subito passato a mia figlia che lo sta divorando!9788833570990_0_221_0_75

Violette Toussaint abita in una cittadina della Borgogna. “I suoi vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità… I suoi vicini sono morti. L’unica differenza che c’è fra loro è il legno della bara: quercia, pino o mogano”.

Fin dall’incipit del romanzo CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI di Valérie Perrin, mi sono resa conto di trovarmi di fronte ad una lettura dalla trama particolare.

La protagonista lavora in un cimitero ed è una donna che in passato ha sofferto molto. Nata con un parto in anonimato e abbandonata subito dopo, Violette non ha avuto una vita facile. Ciononostante ha la peculiarità di affrontare a schiena dritta le avversità. Non si è mai piegata, nemmeno nei momenti di maggior dolore. La quotidianità le ha donato la capacità di disciplina. La gente le rovescia sempre addosso fiumi di confidenze, sia quando arriva che quando se ne va, un po’ come i morti che dalle targhe funerarie, le visite, i fiori, le raccontano dell’esistenza passata…

CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI è stata una lettura intensa, da far perdere la cognizione del tempo. CAMBIARE L'ACQUA AI FIORI RECENSIONEPer me è stata una delle migliori affrontate ultimamente. Mi ha fatto tornare la voglia di leggere. Nonostante il libro sia di quasi cinquecento pagine, posso assicurare che la storia è così gradevole da farle volare tra le dita. La trama si svolge attorno al lavoro della protagonista in un cimitero, posto nel quale ha anche la sua residenza. La morte aleggia tutta intorno, ma non assume quasi mai connotazioni morbose o pesanti. Violette la considera come parte della vita e la accetta come fatto ineluttabile, senza inutili tristezze; anzi, sotto i grigi abiti da lavoro, nasconde sempre vestiti dai colori sgargianti, inno alla positività e alla gioia di vivere. Attraverso i bellissimi dialoghi tra Violette e i numerosi personaggi con i quali si rapporta, il lettore entra in contatto con un universo multiforme di personalità ed esperienze. Storie nelle storie, alle quali si mescolano le vicende della donna. Ci sono momenti divertenti, altri piuttosto drammatici. La scrittura della Perrin è sanguigna, viscerale e senza fronzoli, perfetta nel rendere la personalità della protagonista, unica e atipica, con un atteggiamento sincero verso se stessa e gli altri; in particolare 20190719_113646quando racconta dell’esperienza del parto e della maternità, senza nascondersi dietro buonismo e finto conformismo. Accetta l’evento con tutto il carico di sentimenti contrastanti si porta dietro… “Quando i suoi occhi mi hanno fissato ho pensato che lei somigliava al cielo, all’universo, a un mostro. L’ho trovata brutta e bella, furiosa e tenera, simbiotica ed estranea. Meraviglia e veleno nella stessa persona… Le ho dato il benvenuto. L’ho accarezzata, l’ho mangiata con gli occhi, l’ho respirata, l’ho risputata. Ho ispezionato ogni centimetro della sua pelle, l’ho leccata con lo sguardo”.

CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI è una lettura dal gusto agrodolce. Man mano che ci si addentra nella storia, vari eventi, apparentemente scollegati, raggiungono la piena maturità quando s’intrecciano sapientemente gli uni agli altri. Sulla trama non posso aggiungere nulla, per non violare il patto no spoiler con i lettori, dico solo che il libro non smette mai di tenere incollati gli occhi alle pagine. I colpi di scena sono implacabili e lasciano senza fiato. Il finale, riserva una rivelazione sconcertante. Una storia impregnata di suggestioni, parole tratte da canzoni, film, e citazioni stupende, come quelle da Verlaine e La Fontaine, tanto per citare alcuni nomi, ricca d’amore e di speranza, nonostante inconcepibili e inaspettate tragedie che rattristano. Super top!