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Corpo a corpo

Autore: Antonella Lucchini
Testata: Mangialibri
Data: 8 agosto 2019
URL: http://www.mangialibri.com/libri/corpo-corpo

Bea, oltrepassati i quaranta, sente la necessità di avere ciò che non ha mai trovato: l’amore, ma quello assoluto, totale, disinteressato e quindi puro; realizza che solo un figlio incarna questa abbondante aggettivazione. Ma senza un partner è obbligata a rivolgersi ad una banca del seme, la Human International, che utilizza la tecnologia per offrire i propri servizi. Questionario on-line con la lista dei potenziali donatori, che danno ovviamente il meglio nella descrizione della loro persona. Dopo un’attenta valutazione, Bea invia una mail con l’indicazione del donatore e, di lì a poco, riceve il seme tramite un corriere. Il mestiere di madre però non è propriamente nelle sue corde. Sopporta malamente il peso sia fisico sia psicologico della gravidanza, affronta il parto e l’incontro col figlio con riluttanza e quasi con ribrezzo. Lo chiama Arturo, ma per lei, per molto tempo, sarà solo il Corpo, un oggetto sufficientemente animato da darle l’impressione di qualcosa di vivo che ha bisogno delle sue cure e del suo, di corpo, per nutrirsi e questo la getta in uno stato di profonda prostrazione, ben oltre la depressione post-partum. Disperata, cerca una tata e la trova, perfetta, in Elsa, una cinquantenne somala profondamente e ossessivamente cattolica. Sarà la scelta giusta? Riuscirà Bea a provare amore materno per il piccolo Arturo?

Silvia Ranfagni, sceneggiatrice e docente di sceneggiatura e scrittura creativa, ha scritto una delle introduzioni più crude e pugnaci che mi sia mai capitato di leggere. Con un linguaggio essenziale, diretto e senza edulcorazioni tratta l’attesa e poi l’incontro col figlio in un modo così traumatizzante che o chiudi il libro, perché ti arrabbi con questa donna così gelida o continui, perché sai che la famiglia del Mulino Bianco è uno stereotipo ammuffito e che ci sono modi diversi e non tutti angelici di vivere l’arrivo di un figlio. È difficile incasellare questa prima opera narrativa in un genere preciso; narrato in seconda persona, si tratta di un romanzo? Forse. Di un memoir? Potrebbe essere. E allora, in questo caso, siamo di fronte ad una trasposizione autobiografica? Non ci è dato sapere. Certo è che si tratta di una storia di quelle che arpionano, in cui c’è posto anche per l’ironia e in cui si sentono fortemente le influenze delle letture preparatorie alla stesura, (Recalcati in particolare). Col personaggio di Cento Euro, lo psicoanalista, Ranfagni si dà la possibilità di spiegare in termini semplici ma tecnici cosa succede nella mente e nel corpo di una donna che diventa madre (probabilmente senza un’accurata analisi della propria voglia di maternità) e come si debba evolvere in modo equilibrato il rapporto madre-figlio, mostrandone uno assolutamente diverso. Molto interessante è anche il confronto con un’altra donna che si occupa del proprio figlio e con tutto il suo retaggio culturale. Essere e fare la madre, che non sempre sono esperienze che si sovrappongono esattamente (e Bea ce lo dimostra) comporta cambiamenti sostanziali che non sempre vengono accettati e che possono dare origine a comportamenti da non sottovalutare, perché possono sfociare in situazioni di disagio anche grave. Leggetelo, se pensate che a fare la madre siamo tutte buone, giacché siam donne. Leggetelo, comunque. Corpo a Corpo è un uno-due che giova.