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Isole minori

Autore: Erminio Fischetti
Testata: Mangialibri
Data: 1 settembre 2019
URL: http://mangialibri.com/libri/isole-minori

In genere la fine delle ferie per gli altri segna l’inizio delle loro. I turisti se ne vanno e lasciano gli abitanti del luogo, gli isolani, in pace. Così sembra essere anche in quella fine di agosto del 1976: i villeggianti tornano in città e i residenti restano ad aspettare con calma l’autunno tra le braccia di una stagione calda ancora lunga e senza folla. Fino a metà ottobre la temperatura minima non scende mai sotto i sedici gradi, la massima lambisce i ventisette, le spiagge sono deserte e il mare è una tavola. In quel momento dell’anno ci sono solo cinque tipi di rumori sull’isola: acqua contro scogli, acqua contro scafi, motori a scoppio, grida di uccelli e voci umane. Il babbo – guai a chiamarlo papà, in Toscana – ha ricominciato a portarle in gita in barca: impossibile farlo nelle settimane precedenti, quando l’albergo funziona a pieno regime e l’unico strappo alla regola possibile è invitare qualche amico a cena ai tavoli liberi del ristorante. Il che fa sì che lei e Caterina passino i pomeriggi lungo la strada delle Cannelle a riempire con le more raccolte dai rovi cestini su cestini…

A metà, in termini di mood, tra Elsa Morante (che, certamente non a caso, è citata in esergo) ed Elena Ferrante, nonché attingendo a piene mani dalla sua biografia e dalla storia della sua famiglia, che chi la conosce anche attraverso i social ha imparato ad amare e apprezzare, l’acuta e brillante Lorenza Pieri, a lungo nell’editoria, nata a Lugo di Romagna ma vissuta tanto in Toscana oltre che a Parigi, in cui ha pure studiato, e da cinque anni residente negli Stati Uniti – dove alterna alla narrativa pura, per così dire, l’attività drammaturgica e giornalistica – attraversa con questo romanzo-mondo ben scritto, articolato, pluripremiato e pluritradotto quarant’anni di storia d’Italia. È una saga familiare, un coming of age, un bildungsroman affascinante sullo sfondo dell’isola del Giglio, che sembra un eremo felice – e di certo lo era ancor di più nell’immaginario collettivo prima della ribalta planetaria dovuta al tremendo naufragio della “Concordia” – ma in realtà è un punto di partenza e di approdo, nonché specchio del paese da cui un braccio di mare la tiene discosta: si intrecciano e amalgamano con sapienza nella sua prosa ricca ma non difficile sentimenti e passioni, tensioni etiche, civili, morali, spirituali. La voce narrante è quella di Teresa, la figlia minore, nata, come l’altra sorella, negli anni Settanta in un’isola con meno di mille abitanti da un padre esteta e una madre volitiva, una ragazza in cerca del suo posto nel mondo, che con l’isola ha un rapporto, com’è naturale che sia, profondo e complicato, potente eppure dolcissimo come l’incantevole nonna partigiana, una roccia, una forza della natura.