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Vita su un pianeta nervoso

Autore: Mauro Maraschi
Testata: Mangialibri
Data: 10 settembre 2019
URL: http://www.mangialibri.com/libri/vita-su-un-pianeta-nervoso

Il giornalista britannico quarantacinquenne Matt Haig conduce una vita normale e soddisfacente: è felicemente sposato con Andrea, ha due figli ed è un autore affermato, e tutto questo nonostante abbia a lungo sofferto di attacchi d’ansia legati all’abuso di internet. Eppure, scopriamo che durante la stesura Haig era ancora nel pieno di una dipendenza da smartphone e app, con una predilezione per Twitter. È stata questa dipendenza a ispirargli il nuovo libro: «Avevo già parlato della mia salute mentale in Ragioni per continuare a vivere. Ma ormai la domanda non era più “Per quale motivo dovrei continuare a vivere?”. Questa volta la domanda era più ampia: “Come riuscire a vivere in un mondo folle senza impazzire a nostra volta?”». Quando parla di un mondo folle Haig si riferisce all’interconnessione delle tecnologie che si sono imposte nella nostra quotidianità durante la rivoluzione digitale degli ultimi quindici anni (internet, smartphone, app, social network, home banking e così via) e che sembrano compartecipare a un unico intento, quello di divorare il privato dell’individuo, impedendogli di riflettere e spingendolo verso l’acquisto compulsivo (e la promozione della propria immagine), fino a costringerlo in una condizione di ansia perenne, alimentata da ritmi lavorativi disumani («Viviamo in una società attiva ventiquattr’ore su ventiquattro, ma non in un corpo in grado di funzionare ventiquattr’ore su ventiquattro») e dai toni ormai spietati della comunicazione dei telegiornali…

Invocando la necessità di una disintossicazione digitale, Haig ripercorre le minacce della modernità proponendo per ogni caso la propria esperienza personale. Premesso che il cambiamento attuale non ha precedenti, perché è caratterizzato da una accelerazione esponenziale e disumana («Il cambiamento può anche essere una costante, ma la sua velocità no»), Haig analizza con empatia la dittatura della bellezza nella società dell’immagine, segnala gli abusi di internet senza disconoscerne l’utilità e, in tutto questo, riesce sempre a strappare un sorriso. Per farsi un’idea di cifra e toni: «Non cadete nel gioco dei rating. […] indici di gradimento di foto, poster e tweet. Like, preferiti, retweet. Ignorateli. I rating non misurano il valore. Non giudicatevi mai su questa base. Per piacere a tutti dovreste essere la persona più insignificante della Terra. William Shakespeare è probabilmente il più grande scrittore di tutti i tempi. Però su Goodreads il suo punteggio medio è un misero 3,7». Vita su un pianeta nervoso è piacevolmente frammentario, con capitoli che vanno da alcune pagine a una sola frase, o che si presentano sottoforma di briosi elenchi di “comandamenti”; eppure, nonostante questa eterogeneità, l’opera spicca per la coerenza d’insieme, grazie alla capacità dell’autore di alternare intervalli leggeri ad argomentazioni più dense senza sminuire queste ultime. Uniche due note: nell’esperienza dell’autore ha avuto un ruolo importante l’abuso di alcol («Mi era impossibile essere un buon marito, un buon padre, un bravo scrittore quando ero perennemente in preda ai postumi di una sbornia»), ma ciò non rende meno universali le sue proposte di auto-miglioramento; dopo le prime trecento pagine ci si può imbattere in qualche déjà-vu, ma si consiglia di tenere duro con le ultime cento perché contengono elementi preziosi. Va chiarito che Vita su un pianeta nervoso non è un libro di self-help, né l’opera di un guru che propone se stesso come esempio da seguire (Haig non perde occasione per deridersi e/o mettere in dubbio i suoi stessi consigli), bensì una corposa fonte di spunti per vivere meglio l’era digitale, nonché una lettura intelligente quanto leggera, utile quanto facilmente consigliabile.