Seguici

Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Recensione La memoria di Babel

Testata: Il regno dei libri
Data: 8 ottobre 2019
URL: http://ilregnodeilibri.blogspot.com/2019/10/recensione-in-anteprima-la-memoria-di.html

L'Attraversaspecchi è una serie che mi piace definire "visionaria", racconta una storia veramente unica, intrisa di elementi fantasy, steampunk ma che non ha certo paura di emozionare, presentando protagonisti a tutto tondo, complessi, veri e sicuramente iconici.

Scritta con uno stile che ha grazia ed eleganza da vendere, la storia raccontata dalla Dabos è avvincente, ricca di colpi di scena, psicologicamente inebriante e dà dipendenza come solo i migliori romanzi sanno fare. Mi sono ritrovata immersa fino al collo nella storia de L'Attraversaspecchi già leggendo il primo romanzo ed il mio amore per questa storia, nel corso del tempo, ha potuto semplicemente crescere, tanto che adesso L'Attraversaspecchi è decisamente diventata una delle storie fantasy migliori di sempre per quanto mi riguarda.

Così come la Dabos ci ha abituati, neanche tra le pagine de La Memoria di Babel troverete spargimenti di sangue, guerre o combattimenti corpo a corpo, il pericolo viaggia sibillinamente sotto le pagine, ben nascosto all'apparenza ma sempre presente e questa caratteristica per me rende davvero unici questi romanzi sublimemente fantasy.

Avevamo lasciato Ofelia e Thorn nel momento meno opportuno, il loro rapporto stava crescendo insieme a loro. Se nel cuore di Thorn si era aperto un piccolo spiraglio, se quell'uomo così freddo, compassato, ligio al dovere, si era reso vulnerabile ammettendo "A proposito, vi amo", se Ofelia, dal canto suo, aveva iniziato a vedere Thorn per davvero, quel marito che non aveva scelto, un uomo che all'inizio non pensava potesse amare ma che invece si stava rivelando molto diverso da come voleva apparire, beh, tutto era andato a rotoli e, dopo l'epilogo de Gli scomparsi di Chiardiluna, essendo successo il finimondo alla corte di Faruk, di Thorn si sono perse le tracce.

La Memoria di Babel riprende a raccontare la storia dopo due anni e sette mesi da quegli avvenimenti. Ofelia è tornata su Anima con la sua famiglia, perennemente sorvegliata a vista dalle tremende Decane, si interroga sul proprio futuro ma il suo cuore vuole rivedere Thorn e finalmente, dopo quasi tre anni, riuscirà a partire per ritrovarlo. La meta del suo viaggio sarà proprio Babel, l'arca della verità, quella governata da Polluce ed Helena, l'Arca in cui ogni più piccola menzogna è un atroce reato e dove Ofelia assumerà una nuova identità. Gli indizi parlano chiaro, Thorn ha fatto perdere le sue tracce per cercare di risolvere il mistero di Dio e del temutissimo Altro, la pista migliore porta a Babel, Thorn è sicuramente lì ed è proprio su Babel che Ofelia si recherà a sua volta.

A Babel molti pezzi del puzzler andranno a posto ma molti altri ne compariranno magicamente sul tavolo, uno scenario sempre più apocalittico si profilerà all'orizzonte. Il piano di Dio e la lotta con l'Altro prenderà una forma sempre più definita, ciò che è certo però è che le Arche hanno i giorni contati, così come d'altronde gli Spiriti di Famiglia.

Ancora una volta, come nel migliore degli steampunk, passato e futuro si uniranno, dando vita a qualcosa di unico ed ammaliante, uno scenario dal quale faticherete ad emergere e che vi ruberà il fiato.

Dovrete aspettare la metà del romanzo per ritrovarvi faccia a faccia con Thorn e, credetemi, non potete immaginare quanto io abbia atteso quel momento. Sono rimasta senza parole, questo ve lo confesso. Già, perchè la Dabos ha sempre il dono di sorprendermi con colpi di scena che per poco non mi fanno cadere a terra la mandibola.

Personalmente mi sono ritrovata ancora più innamorata (se possibile) di Thorn, un personaggio così complesso, capace di estrema freddezza ma anche di così tanta tenerezza. Thorn ha vissuto così tanti anni da solo, ha affrontato tutta la vita senza un vero e proprio conforto, ha imparato a non aver bisogno di nessuno, si è ammantato di una corazza invisibile, un'armatura che però Ofelia ha saputo schiudere. Ofelia è sempre Ofelia, dolce, tenera ma anche determinata, coraggiosa ed arguta. Ho sempre adorato Ofelia e continuo ad amarla. Se anche voi siete fan di questa meravigliosa (ed all'inizio improbabile coppia) vedrete che troverete soddisfazione fra queste pagine, io me le sono gustate tutte, una ad una, con sano batticuore.

Tra colpi di scena ed un worldbuilding estremamente curato, uno scenario che si rinnova libro dopo libro e che stupisce sempre, viviamo insieme ad Ofelia una Babel intrigante ed elegante che ha catalizzato la mia attenzione e superato la mia immaginazione. Questo in effetti è un argomento sul quale mi voglio soffermare per continuare a lodare le scelte narrative della Dabos. E' chiaro che nei fantasy l'ambientazione sia una parte fondamentale, deve essere ben curata ma neanche pedantemente descritta, deve far volare l'immaginazione e deve farmi sentire immersa in quegli scenari, resi credibili e reali nonostante siano puramente fantasiosi appunto. La Dabos questo non solo lo ha fatto una volta nel primo romanzo ma continua a farlo ad ogni capitolo della storia. Se prima infatti Christelle mi aveva lasciata senza parole portandomi su Anima dove ogni oggetto è appunto animato (continuerò sempre ad invidiare ad Ofelia la sua affezionatissima sciarpa!), ha decisamente fatto centro anche dopo, quando mi ha portata al Polo, alla corte di Faruk, ripetendosi in fine anche oggi che mi ha condotta su Babel. L'universo de L'Attraversaspecchi è fenomenale, il worldbuilding si rinnova ad ogni capitolo, sorprendendo il lettore, caricando di ossigeno gli amanti del fantasy, facendoli inebriare di scenari unici, indimenticabili, oltre che spettacolari. Oh Lord, io ne sono conquistata!

Scritto nello stile elegante, ricercato ma senza essere pedante, a cui la Dabos ci ha abituati, La Memoria di Babel mi ha conquistata nel cuore e nell'anima, prendendomi cerebralmente come ha fatto fin dall'inizio tutta la serie. Il ritmo narrativo della Dabos non è certo adrenalinico ma per me è appropriato e si accompagna perfettamente allo stile dell'autrice. Il batticuore che vi darà sostanzialmente questa lettura non è dato dall'adrenalina, è molto più sottile, è cerebrale. Se una storia ti incendia solo il cuore, è vero, ti dà tanto, ma può rivelarsi un fuoco di paglia a lungo andare, se invece ti prende sia la mente che il cuore, beh, difficilmente la dimenticherai e questo è ciò che succede con l'Attraversaspecchi.

Ragazzi, se non lo aveste ancora intuito, io sono profondamente innamorata della serie della Dabos. La adoro e bramo con tutta me stessa il quarto romanzo, anche se so già che sarò devastata quando mi renderò conto che non ne arriverà un quinto purtroppo, per me la Dabos semplicemente dovrebbe continuare a scrivere per sempre di Thorn ed Ofelia!

Se avete amato Fidanzati dell'inverno e Gli scomparsi di Chiardiluna sono certa che domani vi catapulterete in libreria, sappiate che La memoria di Babel non vi deluderà, anzi, non farà che portare alle stelle il vostro amore per questa serie. Se invece per caso non conosceste ancora L'Attraversaspecchi volete dirmi cosa state aspettando?! Viaggiate con Ofelia fra le Arche, non ve ne pentirete, ne sono sicurissima!