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I nuovi dèi siamo noi

Autore: Laura Pezzino
Testata: Vanity Fair
Data: 23 ottobre 2019

Antichi nuovi di zecca, il testo della poeta e performer inglese Kate Tempest (e/o, pagg. 160, €16; tr. R. Duranti), è tecnicamente impossibile da giudicare. Nato come pièce di spoken word - quella forma di poesia nata per essere «detta» -, fissato con l'inchiostro perde la metà della propria essenza. Che resta, in ogni caso, sufficientemente potente da avvinghiare fino all'ultimo il lettore sedotto dalle vicende di due coppie, e dei loro figli maschi, legate eppure separate in direzioni lontane. «In ogni persona arde uno scopo», scrive Kate, che ha 33 anni e molti premi vinti, «guardate meglio e concedetevi di "vederli"».

Nella «tavolozza mitica nuova di zecca» che è la vita contemporanea, gli dèi siamo noi, che lavoriamo, andiamo al bar, siamo stufi, controlliamo i social. Di solito dormiamo. Poi ci sono volte in cui rientriamo in contatto con la forza che ci eravamo scordati di avere, e agiamo come eroine ed eroi. Perché per Tempest il palco e la strada sono, in fondo, la stessa cosa.