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Il fantasy alla francese conquista i teenager

Autore: Stefania Auci
Testata: Robinson - La Repubblica
Data: 16 novembre 2019

C’è sempre una certa dose d'incredulità quando un romanzo per ragazzi cui è stata applicata l'etichetta di "fantastico" diventa un successo mondiale. È ciò che è avvenuto con la serie L'Attraversaspecchi di Christelle Dabos, cominciata nel 2013 in Francia (il terzo volume, La memoria di Babel, pubblicato come gli altri da e/o, qui in Italia è nella top 20 della narrativa straniera) e che si concluderà il prossimo 28 novembre, con l'uscita del quarto volume, La Tempéte des échos. Il primo volume, Fidanzati dell'inverno, tradotto in dodici lingue, è stato pubblicato dopo aver vinto un concorso indetto da Gallimard Jeunesse e riservato ai romanzi per ragazzi.

A oggi resiste l'idea malsana che il fantastico sia ancora (dopo Harry Potter!) uno stagno in cui sguazzano pochi giovani lettori. Sì, spesso ci troviamo ancora soffocati da questi pregiudizi. Invece, quando ci si trova di fronte a romanzi come quelli di Christelle Dabos, è bello poterci entrare liberi da condizionamenti e subire il fascino, dai contorni ottocenteschi e dalle suggestioni steampunk, di un universo che si è formato dopo che la Terra ha subito la cosiddetta (e misteriosa) Lacerazione e si è frantumata in Zolle, sulle quali resistono 21 Arche: una sorta di pianeta a sé stante, in cui gli abitanti hanno non soltanto culture diverse, ma anche capacità sovrannaturali uniche.

È appassionante seguire l'evoluzione dei protagonisti, Ofelia e Thorn, due outsider oggetto di riprovazione per la loro condotta da parte delle rispettive famiglie, che - come succede in ogni storia d'amore - arrivano a diventare i "fidanzati dell'inverno" partendo da un apparente incompatibilità: mentre lei è ingenua, occhialuta e vagamente imbranata (ma sa leggere il passato degli oggetti e soprattutto riesce passare attraverso gli specchi), lui è rigido, anaffettivo, talvolta respingente.

Di nuovo. Perché ci si stupisce che un romanzo fantastico - dalla prosa elegante, e con ambientazioni originali - possa essere così amato dai ragazzi? Le risposte sono numerose, è vero. Ma forse quella più vicina alla sensibilità di un lettore consapevole è che il fantastico sia un modo valido ed efficace per descrivere la realtà. Basti pensare all'acclamata serie Game of Thrones di R. R. Martin, amata da milioni di lettori (e di spettatori) che hanno seguito per anni la battaglia per il Trono di Spade. Essa mette in scena il conflitto per il potere su Westeros, in un gioco di richiami alla sanguinosa guerra delle Due Rose tra le famiglie dei Lancaster e degli York nell'Inghilterra del XV secolo. Mostra in maniera cruda la meschinità, l'avidità e la follia degli uomini, disegnando un'umanità senza pace e senza perdono, divorata dall'ambizione. Il fantastico è sempre stato un modo per valicare in tutta sicurezza confini pericolosi, per mettere in discussione le regole morali e sociali che informano il nostro quotidiano e sperimentare le conseguenze delle loro trasgressioni.

È ciò che è accaduto con Dracula: la società vittoriana non poteva parlare apertamente della sessualità femminile o dell'arrivo di massa degli immigrati. Tuttavia Stoker ha messo tali questioni al centro esatto della sua narrazione e, nel farlo, ha creato un personaggio "vero" e, nel contempo, destinato a diventare un'icona dell'immaginario collettivo, una metafora utile.

In tempi più recenti, poi, è difficile non notare come alla base dei conflitti negli universi di Harry Potter, Shadowhunters o della serie tv di derivazione letteraria Discovery of Witches, ci sia l'idea della separazione etnica. Ovviamente c'è un elemento fantastico (il divieto di mescolare le razze magiche tra loro o con gli umani in nome di una fantomatica purezza della stirpe), eppure anche questo è un modo per riflettere sui pregiudizi che percorrono il nostro tempo.

Parlare dello stato di incertezza che contraddistingue questi anni attraverso una narrazione fantastica può aiutare a metabolizzare ansie vecchie e nuove della società, dai cambiamenti climatici alle sperequazioni sociali. Che è poi ciò che accade nell'affascinante serie di Christelle Dabos.