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I Cariolanti

Testata: La libridinosa
Data: 20 febbraio 2020
URL: https://www.lalibridinosa.com/2020/02/recensione-i-cariolanti-di-sacha.html

La fame. La fame lagnosa, la fame che arriva, la fame che prende, che ruba, che rende. La fame che vive, la fame che muore. La fame triste, la fame che non resiste. La fame di pietra, la fame di neve, la fame lieve. La fame dolce, la fame chiara, la fame che non cerchi eppure arriva. La fame schifosa, la fame lasciva, la fame normale, la fame che vale, la fame che muore.

La fame è la protagonista di questo romanzo di Sacha Naspini. La fame che attanaglia Bastiano sin da bambino, quando, assieme ai suoi genitori, si nasconde in un buco, nel ventre della terra, in attesa che la guerra passi. La fame che prende allo stomaco, che ti porta a nutrirti di ciò che non avresti mai pensato di poter ingerire.

Bastiano è nato di traverso

Te mica lo sai che vuol dire nascere di traverso

Bastiano è crudo, freddo, bello, atroce. Esattamente come questo romanzo: crudo, freddo, bello e atroce. I cariolanti ti prende alla gola, allo stomaco, ti fa soffrire e non ti molla più, ti uccide pian piano.

È una storia atroce quella che Naspini ci racconta. E atroce è la scrittura di questo autore che ammalia e conquista senza fronzoli, senza mezzi termini, senza attenuanti.

Nella vita di Bastiano si entra e dalla vita di Bastiano non si esce più; di lui, Naspini ci farà vivere ogni sfumatura, per poi portarci alla fine del romanzo e farci capire che nessuna sfumatura permea questo romanzo: nero. Nero è il colore di questa storia, nero è il colore del cuore di Bastiano, nera è la carne dei corpi.

È il secondo romanzo che leggo di questo autore e anche questa volta, al di là della bellissima storia che Sacha Naspini ci racconta, quello che colpisce è lo stile dell'autore: una scrittura che entra nel profondo, che fa tremare, emozionare, fremere. Naspini conquista con le parole, con la rara capacità di non perdersi in inutili dettagli, ma allo stesso tempo di trasmettere al lettore ogni singola sfumatura delle sensazioni provate dai suoi personaggi.

Ne I cariolanti la sensazione costante è quella di venire presi a pugni: in maniera inaspettata, impossibile difendersi, tutelarsi, Naspini picchierà il lettore portandolo a scoprire il lato più animale di un essere umano.

È un romanzo che profuma di dolore, di disperazione, di perdita e di morte. Una storia che sembra viva, pulsante, che sporca le mani di sangue e gli occhi di morte.