A Parigi nel museo dell’Orangerie i visitatori sono estasiati dalle Ninfee di Monet, ma il detective Bmore viene colto da un attacco d’ansia. Perché Monet ha dipinto i fiori del suo giardino fino all’ossessione, quattrocento volte in trent’anni a dir poco? Da questa domanda inizia un viaggio nella mente del protagonista, che usa le Ninfee come spunto per parlare della condizione umana. L’autore trascina il lettore in una scia di intuizioni insospettabili, con associazioni quali Edgar Allan Poe, Winston Churchill e Tintin, partendo da Giverny per arrivare in Giappone e ad Auschwitz. Gli appassionati di arte e letteratura, e gli affamati di sapere, troveranno nelle riflessioni ironiche e sottili di Bmore una profonda umanità, mentre il suo spartito interiore vibra di corda in corda. Lacci e rimandi diventano una trama invisibile fra le pagine, un grande arrazzo di cui il lettore seguirà il disegno di filo in filo, raccogliendo le piccole gemme disseminate lungo il percorso. Bmore farà sì un’indagine, ma conducendo agilmente il lettore nei luoghi più reconditi dell’animo umano.
Grégoire Bouillier
Grégoire Bouillier è l’autore di Rapport sur moi (Allia, 2002, Prix de Flore), Cap Canaveral (Allia, 2008), Le Dossier M Livres 1 et 2 (Flammarion, 2017 e 2018, Prix Décembre) e Le cœur ne cède pas (Flammarion, 2022, Prix André-Malraux e Prix Honoré de Balzac), tutti molto amati dalla critica e dal pubblico.