Mathias Enard esce dall’antica clinica di Bellitz dopo aver fatto visita a una cara amica malata. Mentre passeggia per la città scende la notte precoce e piovosa dell’autunno berlinese e l’autore scivola in un dialogo con sé stesso. Come in una conversazione interiore vagamente dantesca, la sua mente bighellona, esplora il tempo e la geografia, esamina la nozione poliedrica di frontiera, di limite. Ovunque scopre spazi che si aprono: nei ricordi, nelle letture e nella pratica attiva dell’amicizia – che non è mai molto distante dalla pratica della letteratura. Il progetto Malinconia dei confini esplora le idee di frontiera, di limite, di passaggio. Un autunno a Berlino (Nord) inaugura le quattro stagioni del suo atlante intimo e personale, cui seguiranno un’estate nella penisola iberica (Sud), una primavera nei Balcani (Est) e un inverno nel continente americano (Ovest).
Mathias Enard
Mathias Enard è nato nel 1972. Dopo essersi formato in storia dell’arte all’École du Louvre, ha studiato arabo e persiano. Dopo lunghi soggiorni in Medio Oriente, nel 2000 si stabilisce a Barcellona, dove collabora a diverse riviste culturali. All’attività di professore di arabo all’università autonoma di Barcellona affianca quella di traduttore. Fra le sue opere ricordiamo Breviario per Aspiranti terroristi (Nutrimenti), Via dei ladri (Rizzoli) e, per le nostre edizioni, Zona, Parlami di battaglie, di re e di elefanti, L'alcol e la nostalgia, La perfezione del tiro, Ultimo discorso alla società proustiana di Barcellona e Il Banchetto annuale della Confraternita dei becchini (E/O). Con Bussola (E/O 2016) ha vinto il premio Goncourt e il Premio Von Rezzori, ed è stato inoltre finalista al Man Booker International Prize e al Premio Strega Europeo.