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Recensione #199 - Le coincidenze dell'estate di Massimo Canuti

Testata: Un libro per amico
Data: 19 luglio 2017
URL: https://libroperamico.blogspot.it/2017/07/recensione-199-le-coincidenze.html?m=0

Quando ero solo una studentessa di architettura ci assegnarono un lavoro di gruppo: avremmo dovuto studiare una piazza milanese dal punto di vista architettonico. Al mio gruppo capitò Piazza del Tricolore, una piazza che non avevo mai sentito nominare in vita mia - Milano è enorme ed anche una milanese come me ne conosce solo una minima parte, quella che normalmente frequenta di più - ma che, una volta intercettata si rivelò essere una piazza in una zona molto centrale nonchè molto facoltosa. Durante il sopralluogo, oltre ad ammirare le costruzioni di pregio che si affacciano sulla piazza, mi ritrovai ad osservare un lungo serpentone di persone, principalmente anziani italiani che scoprii essere in fila per la mensa dei poveri. Una dicotomia che subito mi apparve assurda, beffarda. Se da quei palazzi con le facciate in marmo uscivano donne ingioiellate ed uomini visivamente benestanti, pochi metri più in là c'erano persone con l'umiliazione negli occhi in fila per un pasto caldo. La stessa dicotomia la si può trovare a poco meno di un chilometro di distanza, varcando il cancello di ingresso dei giardini pubblici di Porta Venezia di mattina presto, in cui alle tate filippine che accompagnano ai giochi del parco dei bambini biondissimi ed abbigliati con vestiti firmati, si contrappongono, distesi sulle panchine, clochard di tutte le età , che di quelle panchine hanno fatto la loro casa. È qui che Massimo Canuti ambienta il suo libro, in quel chilometro di città in cui c'è tutto ed il contrario di tutto ed è di questa dicotomia che questo libro fa il suo punto di forza. Dicotomia palese anche nei due protagonisti, che non potrebbero essere più diversi. Vincenzo, è un adolescente che abita in un palazzone "bene" di Porta Venezia; figlio di genitori separati vive in casa con la madre che lavora nella tv e che riempie le mancanze del figlio non con la propria presenza ma lasciandogli bigliettini di spiegazioni e importanti somme di denaro per comunicare al figlio i suoi lunghi viaggi di lavoro all'estero. Vincenzo avrebbe bisogno di una guida, la sua identità sessuale lo spaventa, ha dei problemi seri con alcuni compagni e nessuno si prende la briga di comprenderlo, se non mandandolo da uno psicologo. Italo è un uomo di mezza età. Si ritrova senza denaro, senza documenti e senza memoria proprio in quella zona della città. Non chiede aiuto Italo, conta solo sulle sue forze - forse spaventato da quello che potrebbe scoprire ritrovando un'identità che ora ignora - e comincia a vivere una vita da senzatetto, costruendosi una mappa dei luoghi che riscopre piano piano ed affidandosi ai consigli di Gaetano, che quella vita la conosce bene perchè rovinato dal gioco d'azzardo. Italo è una di quelle persone che si mette in fila in Piazza del Tricolore; una di quelle persone che vidi nel serpentone in attesa avrebbe potuto benissimo chiamarsi Italo.

Le strade di Vincenzo e di Italo sono destinate ad incontrarsi; l'autore ce lo dice subito, all'inizio del libro, ma non sappiamo come succederà nè cosa accadrà dopo, nè sappiamo come si rapporteranno. La storia si svolge nei mesi estivi, la scuola è finita e Vincenzo ha moltissimo tempo libero che passa nella sua cantina, cercando di costruirsi uno skate ma anche pensando a Pietro. Fuori da quel palazzo la città si svuota progressivamente, tutti vanno in vacanza tranne i barboni che anche con i cocenti quaranta gradi non possono permettersi di trovare refrigerio se non negli androni dei palazzi. Anche nel palazzo di Vincenzo i condomini sono fuggiti, resta solo la signora Evelina, ex parrucchiera delle dive, un personaggio che avrà un ruolo importante e che saprà conquistare il lettore con i suoi modi di fare affabili e anche un po' sopra le righe. La narrazione scorre spedita, con uno stile che non eccede in contorsioni di parole ma che narra in modo diretto e senza fronzoli una realtà che appare nella sua crudezza e che per questo non ha bisogno di eccessi. Canuti non ha paura di mettere insieme molti temi importanti: l'omosessualità, l'amicizia, la povertà, la solitudine, la difficoltà a rapportarsi con gli altri, il bullismo, la genitorialità, la vecchiaia, la droga, la capacità di aiutare il prossimo, la perdita di memoria; e lo fa senza fare un calderone di temi per stupire, ma anzi, riesce a ponderare bene il tutto. I personaggi sono reali, delineati perfettamente nelle loro caratteristiche fisiche e comportamentali. Un gruppo di personaggi che, lo si percepisce, l'autore ha avuto l'occasione di osservare nella sua vita di tutti i giorni in questa città che le cose te le sbatte in faccia quando meno te lo aspetti. Tanti Italo, Gaetano, Vincenzo, Evelina che popolano un mondo spesso incomprensibile. Un libro che, insomma, mostra una città ed i suoi abitanti con un occhio diverso, quello di chi, come noi, - anche Massimo Canuti, ho scoperto, si è laureato in architettura proprio al Politecnico di Milano qualche anno prima di me - non è abituato solo a guardarla, ma la fa sua, osservandone gli anfratti, notandone le contraddizioni, cercandone i dettagli. Il finale poi, ha messo a dura prova il mio cuore, e non mi vergogno a dirvi che ho dovuto impegnarmi per ricacciare giù qualche lacrima! Un libro che vi consiglio, adatto al periodo ma adatto anche a qualsiasi altro momento dell'anno. Certo, con l'afa che attanaglia Milano in questi giorni si riesce ad entrare proprio in sintonia con l'atmosfera e con i personaggi. ;) Lo conoscete? Se non lo conoscete correte a cercarlo e a leggerlo!!!